«Salvate il rugby» appello delle mamme dei piccoli atleti

Lettera aperta per chiedere di trovare un campo alla società «Non è solo uno sport, ma una famiglia con valori positivi»

ROSIGNANO. Il timore è che i loro figli, piccoli atleti della palla ovale, restino presto senza un campo dove giocare. Da tempo i genitori dei ragazzi iscritti al Rugby Rosignano, oltre duecento dai 5 ai 16 anni, hanno formato un comitato, per chiedere all’amministrazione di muoversi e trovare uno spazio adatto a uno sport che è sempre più gettonato. Sono ormai mesi che l'associazione sportiva chiede una sistemazione definitiva. In attesa della riqualificazione del campo del Giardino, dove capita che gli atleti debbano allenarsi con la sola luce dei fanali delle auto dei genitori, dato che il vecchio impianto di illuminazione non funziona regolarmente, è stato trovato un accordo con la società Sei Rose Rosignano, che con concede ai rugbisti di usare anche il campo Falchini, al Lillatro. Una soluzione temporanea, dato che la convivenza tra il Sei Rose e il rugby implica sacrifici per ambedue le società.

A scendere in campo in difesa del Rugby Rosignano, negli ultimi mesi, sono stati i genitori. Soprattutto quelli degli atleti più giovani. Ne è una dimostrazione Serena Migliorini, mamma di Diego e Yari, giovani rugbisti, che lancia un appello accorato per salvare il Rugby Rosignano e per trovare un campo adeguato. «Mi sono trasferita dalla mia città in questa piccola perla sul mare - scrive Serena - circa 10 anni fa. Non è stato facile per me trovare e creare nuovi legami nonostante sia una donna aperta alle nuove conoscenze. Poi un giorno mio figlio Diego mi ha detto: " Mamma voglio provare a giocare a rugby”. La società Amatori Rugby Rosignano ha accolto tutti noi della famiglia con una naturalezza sincera che da tempo non riscontravo nelle nuove conoscenze».

Mamma Serena, nello spiegare il percorso dei suoi figli, sottolinea che il rugby, oltre che uno sport è un modo di intendere la vita. «Ogni genitore vuole il meglio per il proprio figlio - scrive - semplicemente perché lo ama più di ogni altra cosa al mondo, ed è proprio perché io amo i miei figli che sono felice che facciano parte di questa grande famiglia. Diego gioca a rugby dall'età di 8 anni, oggi ne ha 14, e grazie a questo sport adesso è un ragazzo che conosce il significato ed il valore che hanno parole come sostegno, lealtà, rispetto, sacrificio, condivisione, passione e amicizia. Anche mio figlio Yari da poco si è appassionato a questo sport, credo che più che il gioco in se stesso lui ami soprattutto il contesto e l'aria che si respira in un campo di rugby, è un bimbo gracile e nonostante il rugby sia considerato da tutti uno sport per energumeni, lui ha trovato il suo ruolo, come noi tutti del resto».

Poi Serena, che è un po’ il simbolo di tutti i genitori dei ragazzi iscritti al rugby Rosignano, sottolinea che «da sempre alla nostra società manca la tranquillità che tutte le società sportive dovrebbero avere, questo per problematiche legate al nostro campo. È per questo che mi sono unita ad altri genitori per formare un comitato a sostegno della "causa" portata avanti da anni dai nostri presidenti». «Questo sport - termina serena - , come altri, serve a tenere lontano dalla strada i nostri figli…ora molti di voi potranno pensare: "beh! Non è l'unico sport al mondo, se volete tenere lontano i vostri figli dai pericoli iscriveteli ad un altro sport!". Cari signori non è così semplice, quando qualcuno si appassiona al rugby lo è per sempre ,i nostri figli potranno praticare altri sport ma resteranno comunque dei rugbisti. Mi domando come è possibile che in una piccola comunità come la nostra, non si riesca a trovare una soluzione ad un problema come questo».