Rapine in banca con botte e morsi, condanna confermata per tre fratelli - Video

Rosignano: la Cassazione respinge il ricorso dei tre fratelli della “Family bank”, pene da 4 anni a 6 anni e 8 mesi

Operazione "Family Bank", arrestati rapinatori

PISA. La Cassazione conferma le condanne della "Family bank". I tre fratelli Dell'Aquila, Valerio, Alessandro e Fabio accusati di 6 rapine, di cui 3 tentate, dopo aver ottenuto un lieve sconto di pena in appello, si sono visti respingere il ricorso contro la sentenza dei giudici fiorentini dalla Suprema Corte.

Nel maggio 2015 Valerio, 39 anni e Alessandro, 40, furono condannati a 6 e 8 mesi, mentre a Fabio, 34 anni, vennero inflitti 4 anni. I tre erano stati arrestati dai carabinieri nell'ottobre 2014. Una delle particolarità della "Family bank" era quella di terrorizzare le vittime dei raid negli istituti di credito. «Sgozzala, dai sgozzala» disse uno della gang al fratello che teneva sotto tiro con un trincetto una cassiera il 18 giugno 2014 a Marina di Pisa all'interno della Banca di Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette. Le accuse andavano dalla rapina aggravata in concorso al sequestro di persona, dalla detenzione di arma bianca alle minacce con lesioni personali. I Dell’Aquila vivono dai primi anni Duemila a Rosignano Solvay. Alessandro e Valerio erano già stati arrestati in flagranza il 29 agosto 2014 dopo la rapina consumata a Sant'Anna di Navacchio ai danni del Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette. Una filiale, quella di Sant'Anna, che i tre fratelli avevano trasformato in un bancomat personale dopo averla visitata tre volte il 26 giugno, il 27 e il 29 agosto 2014. Una frequenza che era diventata accanimento e che non aveva portato bene alla gang.

A tradire il trio erano state le impronte lasciate a giugno 2014 da Valerio, durante un sopralluogo nella filiale, nel sistema biodigit installato all'interno della bussola di accesso nella filiale di Sant'Anna di Navacchio del Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette. Le minacce erano il minimo che i dipendenti potevano aspettarsi. La banda usava le fascette di costrizione per immobilizzare gli impiegati poi rinchiusi nei bagni. E, soprattutto, incutevano il terrore nelle loro vittime con botte e morsi alle braccia. Al vice direttore della filiale di Tirrenia della Banca di Pisa e Fornacette avevano spaccato una bottiglia di birra in testa. Una cassiera in servizio a Marina di Pisa al Credito Cooperativo di Cascina era stata, invece, spinta a terra e presa a pugni sulla schiena. Poi le avevano puntato un taglierino al collo e uno dei banditi aveva incitato il fratello a tagliarle la gola: «Sgozzola, dai sgozzala». La Cassazione chiude ora il sipario sulle responsabilità della “Family bank”. (p.b.)