Tre indagati per l’aereo precipitato a Marina di Cecina

di Federico Lazzotti

Livorno, si tratta del titolare della scuola di paracadutismo e due istruttori: l’accusa è omicidio colposo per la morte dei due piloti 

LIVORNO . Negli ultimi diciotto mesi gli investigatori hanno visto e rivisto i tragici filmati registrati da tre diverse fotocamere a bordo dell’aereo Pilatus, precipitato l’11 giugno 2016 nella zona di Marina di Cecina durante un volo sportivo e costato la vita a due piloti Alessio Orzella e Cherubino Sbrana, rimasti prigionieri del velivolo mentre gli altri passeggeri sono riusciti a lanciarsi con il paracadute mettendosi così in salvo.

Precipita aereo da turismo dopo il lancio di sette paracadutisti: morti pilota e copilota


È confrontando quelle immagini con le regole del volo sportivo, i decreti ministeriali ad esso collegati e in particolare alla manutenzione della strumentazione fornita dalla scuola agli allievi che la Procura di Livorno nei giorni scorsi ha chiuso l’inchiesta. Tre le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo in concorso: Ilario De Marchi, 54 anni, direttore della scuola di paracadutismo “Skydive Kalifornia” (oggi chiusa), e due istruttori Roberto Tistarelli, 52, e Gianluca Castelli, 45. Secondo la relazione affidata dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara al consulente Piero Tanda, ex ufficiale del Col Moschin, ad innescare la tragedia è stato un difetto nel paracadute di riserva in dotazione a Gianluigi De Matteis, ufficiale artigliere in servizio al Cisam di Pisa, che si è aperto a bordo dell’aereo mentre il militare stava per lanciarsi da un’altezza di circa quattromila metri.

Per mesi nessuno ha riparato il paracadute esploso sull'aereo precipitato

Un imprevisto fatale perché a questo punto il paracadutista sarebbe stato risucchiato fuori dal velivolo andando poi a sbattere con il corpo contro lo stabilizzatore destro e causando un danno all’aereo che lo ha reso ingovernabile per i piloti. Secondo gli investigatori, De Marchi, proprio in qualità di direttore della scuola, avrebbe dovuto fornire equipaggiamenti di lancio e attrezzature idonee per l’addestramento degli allievi, mentre il paracadute usato De Matteis, rimasto gravemente ferito nell’incidente, non sarebbe risultato idoneo al volo. Inoltre il direttore della scuola, in qualità di capo istruttore, doveva coordinare le attività tecniche, cosa che, al contrario non sarebbe avvenuta. Per quello che riguarda il coinvolgimento di Tistarelli e Castelli, entrambi istruttori della scuola di volo, hanno omesso – secondo gli inquirenti – di controllare uno a terra e l’altro durante il volo, il paracadute poi esploso. Inoltre, per quello che riguarda Tistarelli, nel momento in cui è avvenuto l’incidente a bordo invece di prodigarsi per coordinare le operazioni avrebbe abbandonato velocemente il velivolo nel tentativo di mettersi in salvo.