giovani attori crescono 

Da Sandokan a Sky: a 12 anni è già una star

di Michele Falorni

Edoardo Tarantini alterna le lezioni al Galilei ai set di Roma: «Vorrei fare l’attore»  Ha girato con Kabir Bedi, ora è protagonista in una serie Sky

CECINA. «Sì, vorrei fare l’attore». Edoardo Tarantini, classe 2006, ama il cinema e i set come gli amici e la famiglia. Parla scegliendo bene le parole, racconta la sua vita divisa tra scuola e film divertendo e divertendosi. E dopo aver girato al fianco di grandi stelle americane, ora è diventato protagonista di un nuovo telefilm su Sky.

Il grande schermo ha stregato il piccolo cecinese sin da piccino: studia recitazione ripassando a memoria le battute delle pellicole famose mentre le immagini scorrono, e spesso si fermano, sul televisore di casa. Frequenta la seconda media alle Galileo Galilei, in attesa degli esami del liceo classico e, un giorno, della facoltà di medicina. Adora Robert De Niro e Jack Nicholson. Tarantini, adolescente incuriosito dalla vita oltre le telecamere, ama la lettura perché ha capito che le pagine di un libro sviluppano la proprietà di linguaggio e la capacità di ragionare, aprono la mente e alimentano la fantasia. A Roma, la sua seconda casa, ha girato New School nei panni di Rudy, uno dei protagonisti. Un telefilm prodotto dalla De Agostini – per la quale è sotto contratto – in 26 puntate programmato da Sky il cui successo è stato immediato, tanto da trasformarsi in videogioco. «Ho frequentato corsi di nuoto e mi piace la bicicletta, ma ora vorrei provare la ginnastica acrobatica», dice. Nella capitale, complici gli ottimi voti ottenuti a scuola, va accompagnato dai genitori. Il mondo dello spettacolo lo attrae e lo ha conquistato da piccolino, dopo che avere visto con papà e mamma una rappresentazione teatrale. «Voglio fare esperienza – prosegue sorridendo – e quando incontro gli attori ascolto e imparo. Ripetere le scene e migliorarle mi appassiona. Penso davvero che l’ambiente cinematografico sia la migliore scuola per apprendere l’arte della recitazione».

La sua giornata è scandita dalle lezioni, dai compiti, dagli amici con cui passeggia per Cecina. E dal tempo, anche dopo cena, che dedica ai testi preferiti. Come tutti, ha un sogno. «Mi piacerebbe vincere l’Oscar da ragazzino. Come? Girando un film buono da protagonista che si trasformi in grande produzione. Shining per esempio mi ha entusiasmato, perché il regista Stanley Kubrick ha scelto di non impressionare lo spettatore, ma di catturarne l’attenzione con ciò che potrebbe succedere. Situazioni verosimili. Più inquadrature e personaggi fantastici». Lo schermo, piccolo o grande, lo ha conquistato. La pubblicità per l’Enel lo conferma: il suo viso luminoso e gli occhi attenti colpiscono subito. Sui banchi, ogni mattina, si confronta con numerose materie insieme ai compagni. Ha letto qualche canto dell’Inferno dantesco e della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, parla un discreto inglese e non ama il calcio. Sul set, ha lavorato con personaggi del calibro di Kabir Bedi e Christopher Lambert, oltre al maestro dei doppiatori Michele Gammino. L’ultimo film è “Il ribelle”. I giorni volano, ma Edoardo programma ogni cosa con calma. «Sì, vorrei fare l’attore. Senza preferenze, in ogni ruolo». Ma da protagonista, ovviamente.

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