solidarietà

Titolari e dipendenti donano il sangue «Uniti per chi soffre»

Iniziativa del negozio “La pizzaiola” nel nome della solidarietà I gestori: «Troppe vicende tragiche, vogliamo aiutare gli altri»

ROSIGNANO. «Ultimamente abbiamo avuto a che fare con molte vicende tragiche. Amici scomparsi in giovane età e persone vicino a noi che soffrono». Ecco che, tutti insieme, hanno deciso di fare qualcosa di concreto per gli altri. E sono diventati donatori di sangue, tutti insieme. Per dimostrare che l’unione fa la forza.

I protagonisti della storia sono i tre fratelli Passini che gestiscono la pizzeria La Pizzaiola a Rosignano Solvay, Veronica, Nicola e Elia. Insieme a loro anche i tre dipendenti che lavorano nella loro attività: Roberto Bauso e Veronica Principato.

Il gruppo di amici, dopo aver pensato in che modo poteva aiutare in maniera concreta le persone sofferenti, si è rivolto all’Avis di Rosignano. E ha deciso che donare il sangue poteva essere un gesto importante. Un atto per dare una mano a chi è ammalato. «È da tempo - spiega Nicola Passini - che pensavamo a qualcosa del genere. Negli ultimi tempi abbiamo avuto a che fare con vicende particolarmente tristi, e ci siamo sensibilizzati alle tematiche di chi soffre».

Così nei giorni scorsi i cinque amici sono diventati soci dell’Avis locale e hanno effettuato la loro prima donazione di sangue al centro trasfusionale di Cecina. Insieme ai tre fratelli, che da 13 anni gestiscono l’attività su via del Fante, anche i due dipendenti. «Hanno aderito anche loro - spiegano i titolari - per dare un segnale concreto. E uniti vogliamo dare un segno di partecipazione concreta alle situazioni di sofferenza».

Il gruppo di amici, dopo la prima donazione, è particolarmente soddisfatto di questo gesto di solidarietà. «Una decisione - termina Nicola - che è stata importante perché serve all’intera comunità ma anche per noi, che sappiamo di poter concretamente dare una mano alle persone malate o semplicemente a chi ha bisogno di sangue a seguito di una emergenza sanitaria. Un gesto che serve anche ai singoli, come partecipazione alle sofferenze altrui che riguardano però l’intera società».

Anna Cecchini