Sospeso l’ex comandante dei vigili di Rosignano

di Luca Tronchetti

Rosignano, altri guai per Carmignani al Comune di Lucca, dopo la condanna per induzione indebita a carattere sessuale

LUCCA. Altri guai per l’ex comandante dei vigili di Rosignano, Stefano Carmignani. Una settimana dopo la condanna, arriva la sospensione cautelare dal servizio nel confronti dell’attuale dipendente della Protezione Civile del comune di Lucca. Una sospensione cautelare valida da ieri che è conseguenza diretta, a norma di legge, del dispositivo della sentenza emessa dal giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri. Carmignani era stato condannato in primo grado per calunnia e induzione indebita a carattere sessuale, il cosiddetto «traffico d’influenze» introdotto dal legislatore nel 2012 attraverso l’articolo 319 quater per separarlo dalla concussione.

L’amministrazione comunale targata Alessandro Tambellini da più di un anno e mezzo aveva ricevuto dagli inquirenti il dischetto con gli atti d’indagine. Ma ha voluto attendere la decisione del giudice di primo grado prima di sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il dipendente pubblico che, con il ruolo di comandante della municipale, ricopriva funzioni direttive. In altre situazioni e per altri dipendenti l’amministrazione comunale non aveva atteso che il procedimento di primo grado arrivasse alla conclusione per applicare provvedimenti di sospensione almeno provvisori.

LA PAROLA ALLA GIUNTA

Il giudice dell’udienza preliminare oltre alla condanna in abbreviato 2 anni e 4 mesi (il conteggio partiva da 3 anni e 6 mesi con lo sconto di un terzo della pena in considerazione del rito) nella lettura del dispositivo della sentenza aveva previsto per l’ex comandante come pena accessoria l’interdizione del pubblico ufficiale per un periodo di tempo uguale a quello della condanna: ventotto mesi. Un’interdizione scontata e conseguente alla condanna di un reato realizzato mediante abuso di poteri o violazione di doveri inerenti alla pubblica funzione o al pubblico servizio. E proprio sulla base di quel pronunciamento s’innesta il decreto di sospensione cautelare firmato dal dirigente del settore servizi del personale del Comune di Lucca.

«La sospensione cautelare valida dal 27 aprile - si legge nel comunicato - è conseguenza diretta, a norma di legge, del dispositivo della sentenza emessa dal tribunale in data 16 aprile. L’amministrazione comunale, avendo avuto notizia dagli organi di stampa della condanna di primo grado, si è immediatamente attivata per richiedere gli atti relativi alla sentenza che sono arrivati negli uffici il 19 aprile: sulla base del dispositivo si è arrivati al decreto odierno. In particolare, tenendo conto che i fatti oggetto di condanna sono direttamente attinenti al rapporto di lavoro e di particolare e oggettiva gravità, l’amministrazione ha attuato la sospensione che resterà in vigore sino agli esiti dei successivi eventuali gradi di giudizio».

Logico, si tratta di primo grado di giudizio. E quindi la decisione del giudice non può diventare immediatamente esecutiva perché occorre attendere i tre gradi di giudizio e quindi la sentenza definitiva. E sul caso dell’ex comandante sospeso si è scatenata la solita bagarre politica.