Il promotore dell’evento sulle nostre colline è Michele Evangelisti preparatore atletico e ultramaratoneta che vuole vivere di sport 

Correre nella notte per passione e sfida 50 chilometri percorsi fino all’alba

di MICHELE FALORNI

la storiaSe fosse una serie televisiva, il titolo sarebbe scontato: “Il popolo della notte”. Troppo facile. Ma la pattuglia di appassionati che il 17 agosto ha corso e camminato per quasi 50...

la storia

Se fosse una serie televisiva, il titolo sarebbe scontato: “Il popolo della notte”. Troppo facile. Ma la pattuglia di appassionati che il 17 agosto ha corso e camminato per quasi 50 chilometri arrampicandosi sulle nostre colline ha volentieri sfidato le tenebre, circondata dal silenzio e dall’attesa per l’alba. Il gruppo, composto da sette persone, è partito da Cecina e un passo dopo l’altro ha raggiunto Montescudaio, Casale, Castagneto e Bibbona rientrando in città illuminato dai primi raggi del sole. Il merito è di Michele Evangelisti, di professione preparatore atletico e ultramaratoneta, capace di attraversare – nel 2016 – l’Australia raccogliendo soldi donati all’ospedale Niguarda di Milano.

Il protagonista di questa storia, 38 anni compiuti il 25 luglio scorso, vive di sport. Ex guardia forestale passata ai carabinieri, nell’estate dell’anno passato ha lasciato la divisa per dedicarsi alla sua passione e allenare chi sceglie di misurarsi con le maratone e con gli Ironman, competizioni durissime composte da varie specialità, in cui a scavare la differenza non sono soltanto i muscoli, ma la concentrazione. «Mi dedico anche ai progetti nelle scuole – racconta – parlando di ecologia, botanica e movimento, visto che sono guida nel parco Spinaverde vicino a Como, dove vivo con la mia famiglia. Qui vengo in ferie e per farmi conoscere promuovo appuntamenti legati al podismo. Ogni mattina, ad esempio, corro dalle 5 alle 9 al massimo per almeno 30 chilometri. E con me ci sono molti appassionati».

L’idea della notturna non è nata a caso. Evangelisti, collaudatore di materiali da podismo, l’ha pensata avvertendo sulla pagina Facebook di «avere scelto la notte per le particolari sensazioni che restituisce». Sì, perché ai partecipanti è sembrato che il percorso fosse spesso uguale quando, al contrario, presentava dislivelli e difficoltà non semplici da distinguere. «Abbiamo completato un grande anello, godendoci il fresco e ogni tanto cambiando passo o rallentando. Certo, occorre preparazione specifica, ma io seguo tutti dall’inizio al rientro. Serve a stare bene con noi stessi, non è una prova competitiva».

Dei sette partecipanti, tra i 30 e i 50 anni, una era una donna, gli altri venivano da Empoli, Roma, San Vincenzo e Cecina. Ieri Michele è rientrato a Como. Non prima di avere organizzato altri appuntamenti promozionali, però sempre al mattino. La notte tornerà più avanti. «Mi servono per farmi conoscere – conclude – anche se a Cecina ho vissuto oltre vent’anni ed ho ancora tanti amici. L’anno scorso, dimostrando che se le attività sportive sono ben preparate aiutano la forma fisica e non provocano problemi, in venti giorni ho completato il Giro del monte Bianco e l’Ironman di Cervia, il primo in Italia. Una scommessa vinta». Per chi, da Darwin ad Adelaide, ha attraversato l’Australia percorrendo 3mila e 113 chilometri in 45 giorni e sostenuto un progetto di solidarietà, è un divertimento.

Gli appassionati possono contattarlo dalla pagina Facebook Ultratrailer e collegandosi al portale labussoladelrunning.it. —

MICHELE FALORNI

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