Pensioni Inps con sbagli, rimborsi per 70mila euro

di Marco Pagli

L’Istituto non aveva conteggiato assegni familiari o quattordicesime. Lo Spi Cgil invita gli anziani: «Venite nei nostri uffici per controllare»

EMPOLI. Lo scorso anno oltre 120 pensionati nel circondario hanno recuperato circa 70mila euro di mancati versamenti sulle pensioni da parte dell'Inps. Maggiorazioni sociali e spettanze varie che l'Istituto di previdenza non ha pagato e che è stato possibile riavere grazie alla verifica di un documento, il cosiddetto Obis M, da parte degli sportelli dello Spi Cgil. I dati provinciali parlano chiaro: il 23% dei pensionati che si sono rivolti al sindacato sono risultati in credito con l'Inps e, quindi, hanno potuto riavere quanto spettava loro. Si tratta di contributi sociali, assegni familiari, maggiorazioni di varia natura o il semplice pagamento della quattordicesima per le pensioni minime. Tutte spettanze che non erano state direttamente richieste e che di conseguenza non erano state concesse, sebbene ci fossero i requisiti e il diritto a riscuoterle. Per verificare se dalla pensione "manchi" qualcosa basta recarsi in una delle sedi dello Spi di zona.

Lo scorso anno lo hanno fatto in tanti nell'Empolese Valdelsa, oltre 400 persone. Anche se rimangono una piccola parte rispetto agli oltre 58mila pensionati residenti negli undici comuni. Ebbene, per oltre 120 di loro il recupero si è materializzato e ha portato nelle loro tasche una cifra che complessivamente si aggira intorno ai 70mila euro: più della metà di quanto racimolato a livello provinciale, ovvero 120mila euro. All'origine del problema c'è il mancato invio dell'Obis M, che corrisponde alla busta paga del pensionato dove vengono riportati versamenti, contributi e spettanze di ciascuno. L'Inps ha smesso di mandare il documento in forma cartacea due anni fa e da allora l'unico modo per verificare i dati sul proprio trattamento è collegarsi ad internet e accedere al proprio account sul portale dell'istituto. Insomma, un'operazione non certo agevole considerata l'età della platea. «Quasi un quarto delle persone che sono venute da noi avevano da recuperare qualcosa dall'Inps - spiega Daniele Stolzi, segretario provinciale Spi Cgil - l'istituto, infatti, applica una politica secondo noi sbagliata: se deve avere qualcosa lo richiede immediatamente, ma se invece deve dare ha bisogno che l'interessato lo richieda esplicitamente, altrimenti non paga. Spesso i pensionati non sanno che possono richiedere trattamenti che gli spettano per legge e rischiano di perderli. Spesso si tratta di maggiorazioni sociali, assegni familiari e quattordicesime non versate».

Gli operatori del sindacato possono accedere alla busta paga del pensionato e verificare insieme a lui se manca qualcosa. «Uno degli ultimi casi che abbiamo trattato - continua Loredana Polidori, segretaria dello Spi di Empoli - è quello di un coltivatore diretto in pensione a cui non erano stati conteggiati gli assegni familiari. Tramite il nostro Inca abbiamo chiesto il rimborso: 10 euro al mese per gli ultimi 5 anni (questo è il termine entro il quale è possibile richiedere gli arretrati, ndc). In tutto si tratta di 6mila euro che spettano a questa persona e che rischiava di perdere. Ciò di cui riusciamo ad accorgerci immediatamente è se mancano trattamenti, come la cosiddetta quattordicesima, che sono legati all'ammontare della pensione. In altri casi, ad esempio gli assegni familiari o le spettanze sociali, c'è bisogno della collaborazione dell'interessato. In queste settimane stiamo preparando la campagna di informazione per il 2017. Rinnoviamo l'appello a venire da noi per controllare».