Vaccini, paure e burocrazia
L’Asl ai cittadini: «Fidatevi»

di Marco Sabia

Al Palaexpo di Empoli i vertici dell’azienda sanitaria rispondono al pubblico e assicurano: «Con la meningite nessun caso grave di reazione avversa all’antidoto»

EMPOLI. «Nel caso della meningite, che tutti sappiamo quali sofferenze ci ha portato, abbiamo vaccinato un milione di persone e non ho conoscenza di gravi reazioni alla vaccinazione. In quel caso le persone si fidarono e capirono: mi piacerebbe che, però, non si arrivasse al manifestarsi del problema prima di vaccinarsi». Gabriele Mazzoni, responsabile del settore igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana Centro, ha così risposto a uno dei dubbi delle mamme presenti all’incontro di martedì sera al palazzo delle esposizioni, organizzato proprio per spiegare alle famiglie la caratteristiche del decreto vaccini. Quando una mamma ha chiesto spiegazioni sugli effetti dei vaccini e sugli a studi a favore della loro “innocuità”, Mazzoni ha preso come esempio lo spauracchio che nell’Empolese Valdelsa ha causato vittime e terrorizzato migliaia di persone: «Perché aspettare che i casi si presentino? Quando c’è una copertura adeguata – ha sottolineato – si protegge anche chi non è vaccinato e chi non può vaccinarsi».

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Gli esperti. La serata si è giocoforza incentrata su due temi: l’aspetto burocratico delle autocertificazioni e gli effetti – veri o presunti – dei vaccini. A provare a sbrogliare la matassa – oltre a Mazzoni – c’erano Renzo Berti (direttore del dipartimento della prevenzione), Paolo Filidei (responsabile prevenzione malattie infettive) e Brenda Barnini, sindaca di Empoli, che ha plaudito all’iniziativa: «Bene incontri del genere, perché il tema è delicato. Di consapevolezza sull’argomento ce n’è profondo bisogno». Ad ascoltare Asl e sindaca c’erano una cinquantina di persone, alcune delle quali sulle barricate.

Le difficoltà. «Anche noi – ha spiegato Berti – siamo stressati, perché la legge è arrivata a ridosso della sua prima applicazione, cioè l’inizio dell’anno scolastico. Per questo serve parlarne e confrontarsi, anche se dati alla mano i vaccini hanno rappresentato una conquista enorme nel miglioramento delle condizioni della popolazione, sia per quanto riguarda la mortalità che la morbilità (la frequenza percentuale di una malattia in una collettività ndc)». Insomma, se per le famiglie non è stato facile adeguarsi, non deve esserlo stato nemmeno per la controparte sanitaria (e scolastica).

Pamela Mangani, Pierluigi Critelli, Paolo Cirenga e Alessandro Verdecchia (Foto Agenzia Sestini)


Capitolo autocertificazioni. «Perché dobbiamo presentare l’autocertificazione per mandare i figli a scuola?». A chiederlo è stato Fabio Cirenga. L’autocertificazione, però, come ha spiegato ancora Berti, «è un documento sostitutivo del certificato vaccinale, dell’esonero o della ricevuta di avvenuta prenotazione», da presentare nel caso in cui la famiglia venga contattata dalla scuola perché la posizione risulta non regolare.

Il confronto. A parlare erano tre medici Asl e a qualcuno non è andata giù. È il caso di Alessandro Verdecchia, musicoterapeuta: «In un campo complesso come questo serviva il contraddittorio, ma chi sostiene altro viene radiato». Qui si è verificato un piccolo battibecco con Mazzoni, che ha risposto: «Il contraddittorio va bene, ma ciò che conta è il bene comune. Servono dati per poter parlare». Mazzoni, infatti, ha più volte evidenziato che per «capire bisogna avere gli strumenti per capire, senza basarsi su qualche teoria su internet o su un libro». Perché, alla base di tutto, ci deve essere la fiducia nel medico: «Quando ero giovane – continua Mazzoni – c’era un’accettazione positiva del vaccino, che oggi non c’è più. È giusto che si voglia approfondire ma le persone devono avere fiducia in chi tutela la loro salute».

Le paure. «Quali sono gli studi – ha detto Pamela Mangani dal pubblico – che descrivono gli effetti di 10 vaccini assieme? ». «I vaccini che usiamo oggi – ha risposto Mazzoni – non sono nemmeno lontani parenti di quelli di 30-40 anni fa. Una volta c’erano 3000/4000 antigeni, oggi duecentocinquanta; in alcuni non c’è nemmeno la cellula batterica». Poi un altro genitore, Pierluigi Critelli: «Chi garantisce sui controlli ai vaccini?». Qui il dottor Filidei ha spiegato tutta la procedura: «Esistono l’agenzia del farmaco in Italia e l’Emea (l’equivalente in Europa): i vaccini sono controllati lotto per lotto, sono i farmaci più sicuri al mondo. Se ci sono dei problemi vengono ritirati».