Gli chiedono i soldi della bolletta della luce, ma è una truffa

L’abbonato empolese si rivolge ai carabinieri: «Chiamate truffa: la banca paga le mie bollette»

VINCI. «Buongiorno, lei è moroso. Non ha pagato la bolletta della luce. Si metta in contatto con noi premendo il tasto 9». Il tono è cortese, forse un po’ metallico. Succede quando chi ti parla è un “disco”, una voce registrata. Questa Giovanni Marcocci non se l’aspettava proprio. L’abbonato di Sovigliana, comune di Vinci, è stato più volte assalito dalle chiamate commerciali indesiderate. Mai, però, era stato “molestato” dai messaggi registrati. «Messaggi che sono una truffa, sono convinto. Mi sono anche rivolto ai carabinieri».

IL DISCO CONOSCE IL NUMERO DEL CONTRATTO

Già un paio di giorni fa, Il Tirreno aveva denunciato la nuova frontiera del telemarketing aggressivo: le chiamate con il “disco”, segnalate dagli abbonati frustrati. Ora, però, si va oltre. «Ora - denuncia Marcocci - un disco registrato mi dice che non ho pagato una bolletta dell’energia elettrica citando il mio numero di contratto, la mia residenza e altri particolari che danno credibilità al messaggio». E che preoccupano. Al pari degli elementi che fanno sorgere dubbi sull’autenticità del messaggio.

TELEFONO E FATTURE INTESTATI A UTENTI DIVERSI

Marcocci li snocciola senza incertezze: «Ho ricevuto due chiamate registrate per segnalare la mia presunta morosità nel giro di pochi giorni. Sempre al numero fisso e questo mi ha sollevato la prima perplessità. Infatti, le bollette della luce sono intestate a me, ma il telefono di casa è intestato a mia moglie: come possono collegare un’utenza telefonica intestata a un’abbonata con le fatture della luce intestate a un altro nominativo?».

BOLLETTE IN BANCA MA DICONO CHE È MOROSO

Inoltre - aggiunge Marcocci - c’è un altro elemento che proprio non torna: «Io ho la domiciliazione bancaria delle bollette. Infatti, la prima telefonata che ho ricevuto non ho premuto il tasto “9” perché avevo appena ricevuto l’estratto conto della banca e avevo visto che mi avevano saldato la fattura della luce. La seconda volta, però, non sapevo se il conto era stato pagato. Ma a istinto non ho pigiato lo stesso». Solo che l’utente non è potuto risalire né alla società né al numero che lo ha chiamato «perché mi cercano sul telefono di casa. Perciò mi sono rivolto ai carabinieri: volevo sporgere denuncia. Ho annusato l’odore di truffa, ma i carabinieri mi hanno detto di controllare se la banca avesse pagato le bollette». I pagamenti sono tutti in regola. Le telefonate, invece, no. Anche perché la voce registrata non comunica il nome del gestore dell’energia. Dice solo: «Lei non paga». «In una telefonata mi hanno detto che ero moroso di 30 euro. E allora ho chiamato il mio gestore - Enel - e mi hanno confermato che era tutto a posto».

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SOLLECITI PER LETTERA A CHI NON PAGA

Anche perché Enel non solo ha cessato le chiamate commerciali dal 1° giugno 2017 ma non chiama neppure i morosi con messaggi registrati. «Quel messaggio - dice la società al Tirreno - è una truffa. Di questo siamo sicuri perché le nostre procedure relative ai solleciti di pagamento e al recupero della morosità sono diverse». Enel, dunque, ricorda a chi fosse in ritardo con il pagamento di una fattura che la procedura standard è la seguente: in prima battuta viene inviata una lettera di sollecito; se questa lettera non porta al pagamento della bolletta, allora segue l’invio di una raccomandata (di solito assicurata). Se anche questo secondo “sollecito” viene ignorato, per qualche tempo, la fornitura del “moroso” subisce una riduzione di potenza: questo significa, ad esempio, che se si tiene accesa la luce e il microonde salta l’impianto. Infine, se la morosità permane la luce viene staccata.

ATTENTI ALLE TRUFFE

Anche in caso di atti “forzosi” i recupero del credito - conclude Enel - il cliente (o l’ex cliente) viene «contattato da un ufficio di recupero delle somme dovute, quindi di persone in carne e ossa. Mai e poi mai da una voce registrata. Ecco perché diciamo che chi è nostro cliente e riceve un messaggio registrato per eventuali morosità è vittima di una truffa».