Lezioni al gelo, il preside guida la protesta degli studenti

di Marco Sabia

Manifestazione al Pontormo di Empoli, dove il riscaldamento non funziona. Al sit-in anche i docenti: “La vostra buona scuola ci fa stare al freddo”

"La vostra buona scuola ci fa stare al freddo": la protesta di studenti e insegnanti

EMPOLI. Cori, striscioni, cartelli e trombette, per protestare contro i riscaldamenti che non funzionano o che lo fanno in maniera “bizzarra”, buttando fuori aria fredda. Centinaia di ragazzi del Pontormo – dello scientifico e di scienze umane – sono scesi nel piazzale retrostante l’istituto, giovedì 7 dicembre, per chiedere che si trovi una soluzione definitiva per la questione riscaldamento. Con loro anche il preside Tommaso Bertelli e il corpo docente, visto che il freddo – negli ultimi 10 giorni – lo hanno patito anche loro. E mentre gli studenti protestano, nei locali della scuola i tecnici inviati dalla città metropolitana provano a risolvere la questione riscaldamenti. Nel mirino c'è proprio la città metropolitana, soprattutto per gli studenti: “La vostra buona scuola ci fa stare al freddo”, recita lo striscione più grande; oppure “Ma che siamo all’Abetone” e “Educazione siberiana (non siamo mica polaretti)”. 

La protesta ha coinvolto i ragazzi di tutte le età, dai “primini” fino a quelli che si preparano ad affrontare la maturità a giugno prossimo. Poi la pioggia - alle 10 circa - ha messo fine alla protesta delle centinaia di studenti del Pontormo. 

Uno dei tanti striscioni di protesta esposti dai ragazzi del Pontormo (Foto Agenzia Carlo Sestini)