Proposta di matrimonio all’infermiera in ambulanza - Video

di Francesco Turchi

I volontari-complici fingono un intervento per portarla dal suo fidanzato che le consegna l’anello e un mazzo di rose rosse tra gli applausi dei familiari

La proposta di matrimonio arriva...in ambulanza

EMPOLI. Sirene spiegate, lampeggianti accesi. Arriva l’ambulanza. Scende l’infermiera. Che si ritrova di fronte il suo fidanzato, in abito scuro e con il sorriso di chi la sta combinando grossa. Ma non c’è niente da temere. Nessun servizio d’emergenza: è una finzione, nel cortile di una zona industriale. Perché? Per una proposta di matrimonio decisamente originale. Che, superato l’imbarazzo, si conclude con un abbraccio, uno splendido mazzo di rose rosse e soprattutto con un “sì”.

L’ideatore e interprete della scena da film è Alessandro Mammoli, empolese di trent’anni, la metà dei quali vissuti da volontario della Misericordia di Empoli. Dove ha conosciuto Alessia Tinarelli, che all’arciconfraternita lavora come infermiera, per poi farci la volontaria nel tempo libero. Un amore sbocciato tra un servizio d’emergenza e una riunione nella sede di via Cavour, tra due giovani sempre pronti a dare una mano agli altri. Lo stesso spirito che un paio d’anni fa portò Alessandro - che aveva già una lunga esperienza nel campo della protezione civile sia in Italia che all’estero, a Lampedusa - in prima linea nella gestione dell’accoglienza migranti. Una missione arrivata proprio quando il rapporto con Alessia stava vivendo un momento difficile: «Ma poi è venuta giù anche lei. E abbiamo lavorato insieme per un anno». Il rapporto torna a volare e Alessandro decide che è arrivato il momento di chiedere ad Alessia se vuole sposarlo. Mette a punto il piano e lo illustra a Federico Chesi e Daniele Casini, anche loro volontari, che lo supportano in tutta l’operazione, coinvolgendo anche Daniele Lucarelli, Fabrizio Sestini e Gionata Fatichenti: «Sono stati fantastici, senza di loro non avrei potuto fare tutto questo».

Venerdì scorso il ciak: «Hanno fatto andare Alessia in sede, con la scusa di una riunione. Mentre erano lì – racconta Mammoli – è stata simulata la chiamata». Non viene specificato se è un’emergenza o meno. Lei però, come previsto, anche se ufficialmente non è in servizio, sale sull’ambulanza. Che, diciamolo subito, non è in servizio: il turno “vero” per i soccorsi è regolarmente coperto. Il mezzo si dirige nella zona industriale del Terrafino. Entra alla Nec, azienda di carico e spedizioni di proprietà proprio della famiglia Mammoli e dove lavora anche Alessandro. Eccola arrivare con la sirena accesa. Ma Alessia non ha il tempo di aver paura. Perché spunta il fidanzato, sorridente. I suoi amici-complici riprendono il tutto; ma anche le due famiglie assistono alla scena, perché Alessandro è riuscito con una scusa a riunirli tutti.

Lui le consegna un foglio: «È una poesia che le avevo scritto alcuni anni fa e che ho voluto riproporre in questa occasione». Poi il colpo di teatro: lui si inginocchia e tira fuori l’anello. Alessia resta senza parole, continua a chiamarlo simpaticamente “Mammoli”: «Che figura», ripete. E poi «Guarda come sono vestita...». Intanto dalle finestre piovono «auguri». Lei si scioglie. Guarda le rose, lo bacia. È un “sì”. E dopo appena ventiquattr’ore c’è già anche la data: giugno 2019. Congratulazioni.