Scuola negata a un giovane disabile

Protesta dei genitori di uno studente che voleva passare al “Da Vinci” di Empoli

EMPOLI. La richiesta respinta di poter inserire il proprio figlio disabile, di 18 anni, all’istituto professionale 'Da Vinci' ha provocato rabbia e delusione da parte della famiglia Molinero, con la madre Francesca che chiede maggiori spiegazioni rispetto a questo diniego. Una richiesta bocciata in quanto l'indirizzo scelto ospita già alunni disabili e non può accoglierne altri. Tutto è cominciato il 22 settembre dell'anno scorso quando sul tavolo del 'Da Vinci' è arrivata la richiesta della famiglia Molinero per poter inserire il figlio al quarto anno dell'indirizzo socio sanitario. «Dopo aver intrapreso un percorso al Pontormo nostro figlio ha manifestato la volontà di cambiare e di trasferirsi all’istituto professionale», spiega la madre Francesca Molinero.
Sono cominciate le telefonate, le mail, ma il preside dell'istituto, Gaetano Flaviano, secondo il racconto dei genitori, non è riesciuto a dare un appuntamento alla famiglia. Si conteranno, alla fine, 3 mail mandate. Una anche al provveditorato. Tutte senza esito e risposta. «Dopo molta attesa abbiamo incontrato lo staff del preside che ci ha comunicato semplicemente di attendere la decisione finale» prosegue la madre. Che continua: «Mi hanno detto che sarebbe stata valutata la possibilità di un inserimento. Ma una scuola deve essere inclusiva ed accogliente». Un paio di giorni dopo con una telefonata è stato bocciato l'inserimento: «Non ci sono state spiegate le motivazioni di questo no - dice la madre - a chiamarmi è stata una persona che non si è neppure qualificata. Sono rimasta sconcertata, avremmo avuto piacere di incontrare il preside e parlarci personalmente ma non siamo mai stati ricevuti».
Francesca e suo marito Massimo non si sono, però, arresi e hanno scritto una nuova lettera, sollecitando il preside: «Dopo tre richieste - hanno scritto - speriamo che stavolta voglia risponderci personalmente illustrandoci le motivazioni sul no dato a nostro figlio». Una lettera protocollata e però caduta nel silenzio. Che tra l’altro «ha fatto male a nostro figlio», aggiunge Francesca Molinero.
Interpellato da Il Tirreno, l'istituto 'Da Vinci' ha motivato le ragioni di questo rifiuto spiegando che «per il socio sanitario ci sono due classi quarte dove si trovano 3 alunni non abili. Un altro inserimento sarebbe stato complicato da gestire, perché gli studenti già presenti hanno gravi disabilità e anche il ragazzo ha un profilo difficile». «La situazione avrebbe potuto aggravarsi ed è per questo motivo che a malincuore la scuola non ha potuto accettare un ulteriore inserimento - spiegano dall’istituto - Siamo da sempre e saremo in prima linea per accogliere gli studenti con disabilità ma in questo caso siamo di fronte a una situazione limite». Francesca e Massimo non si sono arresi e hanno cercato un'altra strada, trovando piena accoglienza al Ferraris. «Non abbiamo avuto alcun problema. Alessandro però, nel frattempo, ha avuto ulteriori difficoltà dovendo lasciare così un nuovo percorso che si era avviato e lo aveva entusiasmato».