Vaccini, rischio espulsione per una bimba della materna

Empoli: la direzione aveva fatto partire il decreto non riconoscendo un appuntamento per un richiamo, protesta una mamma

EMPOLI. Un decreto di espulsione per una bambina dalla scuola materna. Lo ha scansato per poco. Tutto questo, come spiega sua madre, per una controversia sull’ultima vaccinazione che doveva fare a giugno.

La donna ha deciso di raccontare la disavventura che ha vissuto nei giorni del ponte del Primo Maggio denunciato un comportamento contraddittorio della direzione didattica a cui fa riferimento la scuola frequentata dalla figlia. «A marzo - racconta la donna - mi comunicarono che nella documentazione dei vaccini ne mancava uno, per l’esattezza un richiamo. Io feci protocollare allo stesso ufficio scolastico la documentazione che avevo sui vaccini fatti e l’appuntamento che avevo già fissato a giugno con una pediatra dell’Asl per completare i vaccini. Un appuntamento preso nel suo studio perché la dottoressa in questione ha aderito a un accordo con l’Asl per cui le somministrazioni vengono fatte non al distretto ma direttamente negli ambulatori degli specialisti».

«Per un mese e mezzo non ho sentito più nessuno - va avanti la donna - e pensavo non ci fossero più problematiche. Poi il 30 aprile ho ricevuto una telefonata dalla direzione didattica. Non ho potuto rispondere perché ero a lavorare. Poco dopo poi ho ricevuto una comunicazione via mail per cui mia figlia sarebbe stata espulsa a partire dal 2 maggio perché consideravano la pediatra come se fosse una professionista privata e quindi l’appuntamento preso con lei non aveva valore».

«Mi sono precipitata alla direzione didattica - continua la mamma - ma era già l’orario di chiusura di un giorno di ponte e quindi non ho potuto definire la questione».

Il 2 maggio, allora, si è presentata all’Asl «dove gli uffici cortesemente mi hanno rilasciato un’attestazione con la validità della vaccinazione fissata nello studio della pediatra secondo l’accordo sottoscritto con l’azienda sanitaria».

E poi si è presentata al circolo didattico di riferimento. «Ho dovuto perdere cinque ore e mezzo di lavoro per una questione senza senso - continua - al nido dove ho un’altra figlia sempre con una vaccinazione mancante e l’appuntamento con la stessa pediatra non hanno sollevato alcuna problematica».