Picchiarono un contradaiolo a Siena, per il branco scattano le misure antimafia

Divieto di ingresso in città per 3 anni a carico dei 5 denunciati (di Empoli, Pontedera e Firenze) che rischiano anche una condanna fino a 7 anni in tribunale 

EMPOLI. Il questore di Siena applica misure antimafia per gli aggressori del contradaiolo durante la Festa della Pania: non potranno mettere piede nella città per i prossimi tre anni.

La divisione polizia anticrimine ha emesso, su disposizione del questore Maurizio Piccolotti, la misura di prevenzione del divieto di ritorno nella città di Siena per tre anni nei confronti degli aggressori del contradaiolo “pestato”la notte del 5 agosto 2017 nella contrada del Nicchio. Dopo il blitz della polizia e le perquisizioni dei mesi scorsi per eseguire misure cautelari nei confronti dei responsabili del pestaggio avvenuto la notte del 5 agosto 2017 durante la festa della Pania, il questore di Siena, anche alla luce degli altri reati accertati in materia di armi e stupefacenti, ha deciso di emanare nei loro confronti la misura di prevenzione del divieto di ritorno in città. Non potranno mettere piede a Siena per i prossimi tre anni, periodo massimo consentito dal codice antimafia. Pugno duro, quindi, nei confronti di un gruppo di cinque ragazzi provenienti da Firenze, Empoli e Pontedera che, la notte del 5 agosto scorso, avevano selvaggiamente picchiato tre giovani durante una festa in contrada. Si ricorderà che ad avere la peggio è stato un giovane contradaiolo che ha riportato la frattura della mandibola. 

Aggredirono i contradaioli a Siena: in 5 finiscono nei guai 
  L’attività di indagine, con particolare riferimento alla ricerca dei testimoni di quanto accaduto, è stata resa più complicata a causa della "fama" che accompagna il gruppo, persone note e conosciute anche per fatti analoghi, tant’è che uno degli indagati, commentando con alcuni amici sulle pagine facebook, pubblicamente, si compiaceva per il gesto compiuto, ritenendolo "di ordinaria amministrazione". Per quei fatti sono chiamati a rispondere davanti al tribunale di Siena e rischiano una condanna fino a sette anni di reclusione. Durante le indagini  dei poliziotti della locale Squadra Mobile sono emersi  sospetti che il gruppo potesse essere responsabile di altri reati che, puntualmente, sono stati accertati nel corso delle perquisizioni. Sono scattate altre denunce e arresti per armi illegali e cocaina.

 

Oltre a non poter tornare a Siena per i prossimi anni, rischiano altre conseguenze penali, quali ulteriori aggravamenti di pena in caso di recidiva e possibilità di essere arrestati anche fuori flagranza.