VALDELSA 

Domenica di eventi nella Gerusalemme di San Vivaldo

di SERENA GELLI

Le iniziative organizzate da parrocchia e associazioni in occasione della “Giornata del Creato”. Il sindaco: «Luogo suggestivo, giusto valorizzarlo»

MONTAIONE

La parrocchia di San Regolo, gli Amici di San Vivaldo e “Terra Santa di Toscana” organizzano un evento in occasione della” 13ª Giornata del Creato”. L’evento si terrà domenica nella Gerusalemme di San Vivaldo (chiamata così perché le chiesette e le cappelle riproducono la topografia e i luoghi della città santa). Alle 16 ci sarà l’apertura della mostra fotografica in collaborazione con il “Club Fotografico Giglio Rosso” di Castelfiorentino. Alle 17 la celebrazione eucaristica animata dai cori parrocchiani di Montaione e Castelfiorentino e alle 18 l’incontro con padre Cesarino Cinelli sulla tematica “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”, una conversazione sul bisogno di individuare il fondamento etico della cura del creato. Seguirà una meditazione nel bosco guidata da Massimiliano Bardotti, accompagnata dalla Cetra di Elena Guidi e l’apericena sotto le stelle. L’associazione “Amici di San Vivaldo” è stata fondata nel 2017, con lo scopo comune di amare, valorizzare e far conoscere questo gioiello montaionese. L'idea nata da Vittorio Gardi, professore di religione legato ancora al territorio di Montaione (dove ha vissuto in passato), è stata sposata subito dal gruppo di associati, anch'essi legati a questo territorio. Insieme hanno organizzato alcuni eventi volti a valorizzare la "Gerusalemme di Toscana". «L’evento di domenica è sostenuto dal Comune – spiega il sindaco Paolo Pomponi –. È un grande piacere che un luogo suggestivo come San Vivaldo, venga valorizzato tramite queste iniziative, volte a far conoscere non solo ai turisti, ma anche ai residenti la bellezza e la storia di questo luogo incantevole».

L’incontro, aggiungono gli organizzatori «vuole essere un modo per riflettere sulla bellezza del Creato e nello stesso tempo pensare alla necessità dell’impegno di ciascuno e di tutti per la sua custodia». —

SERENA GELLI