verso le amministrative 2019 

Il Pd tende la mano alla Cgil: «Abbiamo sbagliato, torniamo a lavorare insieme»

Appello del segretario di zona Mazzantini al sindacato: «Subito un confronto, a cominciare dai rispettivi congressi»

EMPOLI

Jacopo Mazzantini, segretario del Partito democratico dell’Empolese Valdelsa, interviene sull’attuale situazione del Pd, con uno sguardo verso le amministrative del 2019, in programma in tutti gli undici comuni del circondario, dove i 10 sindaci democratici uscenti (con l’unica eccezione di Giulio Mangani di Montespertoli, passato a Leu, che però è al secondo mandato) cercheranno il bis (in alcuni casi tutt’altro che scontato).

«A sei mesi di distanza dalla sconfitta più netta nella storia del Pd, il nostro partito appare in stallo, incapace di produrre una reazione all’altezza della sfida che si trova davanti ed una proposta alternativa al binomio “chiusura-protezione” delle nuove destre. La sinistra tutta, ad ogni livello territoriale – sottolinea Mazzantini – ha l’urgenza di ridefinire il proprio campo in modo riconoscibile e convincente per continuare a rappresentare, innanzitutto, gli ultimi e i penultimi e porsi l’obbiettivo primario di ridurre le disuguaglianze. Un progetto politico che ci riavvicini ad un certo pezzo di popolo, che un tempo votava i partiti della sinistra e che il 4 marzo se n’è andato altrove. Siamo consapevoli che si tratti di una marcia non facile. Servirà umiltà, disponibilità all’ascolto e serietà perché se in quattro anni una fetta così ampia di elettorato, di giovani, di lavoratori e di pensionati ha voltato le spalle al Pd, è evidente che abbiamo commesso degli errori di metodo e nel merito ed è giusto riconoscerlo, senza scadere nell’abiura. Da questo punto di vista, i mesi che abbiamo davanti ci offrono un’opportunità».

Quindi Mazzantini tende la mano al sindacato guidato a livello locale da Paolo Aglietti: «Due grandi punti di riferimento del campo della sinistra, ossia il principale partito, il Pd e il principale sindacato, la Cgil, compreso lo Spi, si accingono ad affrontare anche nel nostro territorio i propri congressi, attraverso numerose assemblee che verranno organizzate nelle prossime settimane. Noi pensiamo che sia una opportunità da cogliere, per intersecare le rispettive discussioni, nelle relative sedi, allargarle agli altri corpi intermedi e all’associazionismo che si è sempre riconosciuto in questo campo con autonomia ma non indifferenza, avendo quale elemento di discussione comune il futuro del nostro territorio, per costruire insieme una prospettiva di sviluppo che tenga insieme economia, lavoro, società e ambiente. La sinistra ha bisogno, innanzitutto, di frequentarsi, di parlarsi, di rinsaldare legami e di farlo soprattutto nelle sedi politiche assembleari. Facciamolo subito. Partiamo dalle politiche sul lavoro da sviluppare sul territorio».

Il segretario del Pd, propone di partire dal “Patto per lo sviluppo per l’Empolese Valdelsa” sottoscritto proprio dal sindacato con Confindustria «e confrontiamoci su come immaginiamo il nostro territorio nel 2030 e soprattutto su come immaginiamo di continuare a rafforzarlo sia sotto il profilo economico-sociale sia sotto il profilo politico-amministrativo per preservare quella autonomia faticosamente conquistata nelle decadi passate, così come hanno saputo fare coloro che ci hanno preceduto». Sarebbe – conclude Mazzantini – «un primo passo importante per segnare una discontinuità con il recente passato e porre le premesse per ulteriori passaggi». —