Idrocarburi? Le analisi preallarme li escludono

MARINA DI GROSSETO. Lo aveva detto subito Luciano Serra, presidente della Marina di San Rocco, la società che gestisce il porto di Marina di Grosseto. Poco prima che scoppiasse il “caso idrovora”...

MARINA DI GROSSETO. Lo aveva detto subito Luciano Serra, presidente della Marina di San Rocco, la società che gestisce il porto di Marina di Grosseto. Poco prima che scoppiasse il “caso idrovora” Serra aveva fatto eseguire delle analisi sul fondale dell’avamporto, proprio dove va a pescare l’idrovora che butta poi la sabbia sulla spiaggia sul lato nord del porto. «Ed erano tutte a posto», aveva detto.

Ed eccole qua, le analisi, effettuate dalla Biochemie lab di Calenzano (Firenze), società certificata da Accredia (l’ex Sistema nazionale per l’accreditamento dei laboratori) su campioni di sedimenti prelevati l’8 marzo dalla grossetana Oikos engineering srl. Analisi che, se appartenessero a una persone, permetterebbero di dire che è in ottima salute. Il laboratorio ha passato al setaccio un po’ di tutto, dal colore al peso specifico, dai metalli ai pesticidi, dai microrganismi indicanti inquinamento fecale agli idrocarburi.

Partendo proprio da questi ultimi – giacché per le “iene maremmane” il 22 aprile l’idrovora avrebbe sputato «petrolio», le analisi indicano che il valore degli idrocarburi leggeri (C12) risulta inferiore a 0,5 milligrammi per chilo di sostanza secca. Gli idrocarburi pesanti (C>12) sono invece pari a 1,5 mg/Kg ss. I risultati di laboratorio non riportano il parametro massimo ammesso ma per avere un’idea basti pensare che il valore previsto dal Testo unico per l’ambiente (156/2006) per gli idrocarburi leggeri in siti ad uso privato e residenziale è 10 mg/Kg ss, mentre per quelli pesanti è pari a 50. Per i Pcb (policlorobifenili) i valori risultano inferiori a 0,1 µg/Kg ss (cioè microgrammi per chilo). Tra le altre sostanze analizzate, per i pesticidi, ad esempio il Ddt, il valore riscontrato è stato inferiore allo 0,01 µg/Kg ss (il limite è 1).

Come accennato, il porto ha chiesto di misurare anche i microrganismi indicatori di inquinamento fecale, proprio quelli che ieri l’Arpat ha rilevato essere sopra soglia. Il materiale prelevato l’8 marzo è risultato avere coliformi fecali pari a 4 mpn per grammo (most probable number, si veda articolo a sinistra), mentre gli streptococchi fecali erano inferiori a 2 mpn/g. (f.f.)

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