Dopo il video choc l'Arpat smentisce le "iene maremmane": "Nella sabbia non c'è petrolio"

di Francesca Ferri

Secondo i primi risultati delle analisi gli idrocarburi totali risultano assenti e gli Ipa nella norma

MARINA DI GROSSETO. Niente idrocarburi nelle sabbie rovesciate sulla spiaggia di Marina di Grosseto dall'idrovora che pesca nell'area subito a sud del porto, né da quella che pesca nell'avamporto. Dopo poco più di due settimane l'Arpat, Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, rende noti i primi risultati delle analisi sui campioni prelevati dai suoi tecnici a Marina di Grosseto il 23 aprile, dopo l'allarme inquinamento lanciato dalle "iene maremmane" su Facebook con un video choc.

Un video scatena la bufera

Le "iene" Lorenzo Mancineschi e Davide Rossi avevano ripreso la fuoriuscita di sabbia dal tubo che pesca dall'avamporto e riversa la sabbia sulla spiaggia lì accanto, lato nord del porto. Per i due si trattava di "petrolio".

L'Arpat però, analizzando nei propri laboratori i campioni di sabbia prelevati dalle pozzanghere formate dalle due idrovore, non ha trovato tracce di idrocarburi totali. Quanto alle concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) totali, queste _ spiega l'Arpat _ rientrano nel valore chimico di base, definito come "valore di concentrazione chimica prossimo ai valori naturali di fondo riscontrati nei sedimenti di una specifica area marina, relativamente priva di contaminazione antropica, per i quali non siano stati evidenziati effetti di tossicità nei confronti di più specie test

Sono invece ancora in corso le analisi per la ricerca di policlorobifenili (PCB). I risultati saranno diffusi con successiva comunicazione.

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