Acqua: «Più arsenico alle sorgenti»

di Fiora Bonelli

Arcidosso: Lazzeroni chiede lumi sull’aumento dei valori anche se sono entro i limiti della norma

ARCIDOSSO. Crescono i valori dell’arsenico nelle sorgenti amiatine e Corrado Lazzeroni della lista Insieme per Arcidosso ne vuol parlare in seno alla neonata commissione ambiente e geotermia. Il consigliere di opposizione torna su due questioni: acqua e arsenico e – pur precisando che la risorsa erogata dall’Acquedotto del Fiora – ha i valori nei limiti richiesti dalla legge, presenta un’interrogazione in consiglio comunale.

«Non ho nulla da eccepire su un’ordinanza che limiti il consumo di acqua potabile per attività non domestiche – dice Lazzeroni – La siccità spinge i cittadini ad utilizzarla anche per altri usi e quindi era necessaria». Il consigliere non è invece d’accordo sulle ragioni indicate sia dal presidente dell’Acquedotto del Fiora Emilio Landi sia dal sindaco Jacopo Marini che non valuterebbero «a fondo tutte le cause che hanno fatto perdere al bacino una considerevole quantità di acqua».

Lazzeroni parte da alcuni grafici pubblicati nel sito di Arpat: prendendo a riferimento il piezometro di Poggio Trauzzolo osserva che il livello nell’agosto 2011 era a 291 m e che l’ultima misurazione di 15 luglio è a 307 m; ci sarebbe dunque un abbassamento pari di 16 m. E veniamo ai dati che monitorano l’arsenico nelle gallerie del Fiora: «Si passa – osserva Lazzeroni – da una concentrazione di 4 µg/l del marzo 1999 (dato Usl 9) a 11 µg/l dell’aprile 2017 (dato Arpat)».

Quindi vediamo le sue valutazioni. E cominciamo dal livello dell’acqua. «All’abbassamento della falda – dice – contribuiscono sicuramente le scarse nevicate e la carenza di piogge, ma ci sono anche altri fattori da non escludere come lo sfruttamento geotermico. Se verifichiamo il dato, tenendo sempre come riferimento il piezometro, dopo l’apertura di Bagnore 4 la falda si è abbassata costantemente. Sarà una casualità?». Lazzeroni chiede al sindaco Marini che vengano fatte indagini più approfondite e che questo argomento venga trattato da esperti nella commissione geotermia ambiente. Il consigliere rammenta infatti i due filoni di pensiero sul tema: Enel ha sempre affermato che non c’è collegamento idraulico tra il bacino acquifero idropotabile dell’Amiata e il campo geotermico, altri la pensano diversamente.

E passiamo all’arsenico. «L’arsenico – ricorda il consigliere di opposizione – non dovrebbe mai superare i 10 µg (microgrammi) per litro sia per l’acqua minerale che per quella del rubinetto. E il Fiora rispetta il parametro. Ma se l’acqua, come afferma il sindaco, è una delle migliori, perché si incentiva tramite un bando promosso dal Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche l’acquisto di depuratori? Chiediamo al sindaco che dia spiegazioni in merito in consiglio comunale. E in particolare sul depauperamento delle falde acquifere e sulll’aumento della percentuale di arsenico».