Grosseto - Borbona: mille tortelli, birra e musica per la festa del futuro

di Giovanna Mezzana

Il pastaio, l’allevatore, i vignaioli: più forte del terremoto  la solidarietà torna in campo il 30 agosto alla Cava di Roselle

GROSSETO. Li avete mai visti mille tortelli tutti insieme? Se la risposta è no, potete regalarvi il piacere di assistere a tanto tripudio di prelibatezza mercoledì 30 agosto alla Cava di Roselle. Capeggiato da Roberto Delli, un mini team di “Pastai di Maremma” (un nome, un marchio) sta preparando in queste ore un migliaio di tortelli che saranno il piatto forte della serata del 30 agosto, evento-simbolo di un ponte che unirà la Maremma a Borbona, borgo mignon che sorge ad una trentina di chilometri da Amatrice; nessun edificio di questo piccolo paese di 600 abitanti ha ceduto al devastante sisma del 24 agosto 2016: qui non si sono viste le macerie, ma la crudeltà della sorte ha costretto il genio civile a dichiarare tutto il paese inagibile. E allora dalla Maremma, il cui cuore ha battuto forte, la scorsa estate, per Amatrice, parte un’altra maratona di solidarietà: per Borbona.

Terremoto: con Borbona per guardare a domani

L’evento. Quest’anno Il Tirreno compie 140 anni. E soffia sulle candeline organizzando iniziative che coinvolgano il grande pubblico e celebrino quei valori che da 140 anni sono l’humus identitario della testata e ciò in cui, crediamo, si riconoscano i lettori. La serata di domani alla Cava di Roselle – resa possibile, come quella della scorsa estate per Amatrice, grazie al sostegno di Conad Grosseto e alla collaborazione di Uscita di sicurezza – è una gara di solidarietà, nella quale si corre per dire (anche noi) ai tanti anziani ma anche ai giovani che non vogliono abbandonare Borbona che un futuro è possibile.

Mille tortelli. Per questa maratona è sceso in campo Roberto Delli, il pastaio di Maremma che domani alla Cava porta la linea oro della sua produzione: cioè quella della pasta fatta coi grani antichi – per l’occasione quelli del Senatore Cappelli – sui cui brilla il (meritato) marchio “100% maremmana”. Delli e i suoi pastai prepareranno 1.000 tortelli di una sfoglia che sa (davvero, ancora) di farina, sapore semplice che con la vita e la cucina fast si è però smarrito. «Vedrete – dice Delli – che la sfoglia si presenterà un po’più scura perché è fatta con grani macinati a pietra e in cui si “trita” anche il germe». È la cruschella che rimane nel mix a dare quel “colorito” alla sfoglia che sembra sfoglia integrale ma non la è; ed è il germe a dare il sapore genuino del grano, della farina. Un ritorno all’antico, insomma. Cento per cento maremmana: e così sia. La ricotta di pecora del ripieno arriva dal caseificio di Stribugliano, poi uova, pecorino, sale, pepe, noce moscata e... il palato si inebria.

Il pastaio Roberto Delli


Il macinato doc. Ma anche l’ingrediente-principe che serve per fare ciò che sta fuori e sul tortello è maremmano doc: perché in questa corsa solidale vanno a tutta birra anche gli allevatori maremmani. Siamo tra Roselle e Stiacciole, in via dei Laghi. È da qui, dall’azienda agricola dei fratelli Simone e Gianluca Galeotti che arrivano 15 chili di macinato di vitello per i tortelli di Delli. “Limousine” è la razza dei bovini allevati dai fratelli Galeotti: 350 bestioni nutriti con foraggio prodotto in house nei 200 ettari di terreni presi in affitto dai fratelli Galeotti nelle vicinanze dell’azienda – dove si può acquistare anche la fettina al dettaglio – ad hoc, e cioè proprio per chiudere la filiera, come ai tempi di nonno Udo (il patron dell’azienda) che giunse da Cinigiano con quattro vacche.

Simone Galeotti


Vini e birra. E arrivano dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana le bottiglie che “bagneranno” la serata alla Cava; il Consorzio, che ha fatto della Doc Maremma Toscana il punto di forza e di partenza per esprimere al meglio sfumature e complessità che caratterizzano la Maremma, si fa avanti ancora una volta per sostenere le iniziative del cuore. E poi le straordinarie birre artigianali griffate Parco del Gran Sasso: le porta alla Cava il birrificio La Monna di Borbona, che le produce con materia prima di coltivazione locale. Passato, presente e futuro di un territorio tutto da gustare.

Uno stand del Birrifico La Monna

Il programma. Dalle 19,30 alla Cava un piatto di tortelli maremmani al ragù e un bicchiere di birra artigianale del Gran Sasso (o un bicchiere di vino) a 10 euro, da devolvere ai progetti di rigenerazione di Borbona.

Alle 21 l'incontro con la sindaca di Borbona, Maria Antonietta Di Gaspare, che affiancata dal regista Paolo Bianchini di Alveare Cinema e Sociale e dall'architetto Edoardo Milesi racconterà il suo paese e il progetto - sogno di rinascita della comunità.

Gran finale in musica con i giovani organettisti e tamburellisti di Borbona e l'energia travolgente dell'Orchestra Matterella di Grosseto.

Durante la serata saranno comunque in funzione i servizi di bar e ristorante della Cava.