Al Misericordia 60 tombe inaccessibili

di Giovanna Mezzana

Una vedova: «Da 15 mesi non posso portare un fiore a mio marito». La Confraternita: «Martedì faremo il punto dei lavori»

GROSSETO. Sono passati quindici mesi – era luglio 2016 – dall’ultima volta in cui Pina portò un fiore sulla tomba del marito. È più di un anno che aspetta di compiere ancora quel gesto pietoso che fa vivo il ricordo e conforta il dolore: con il 2 novembre che si avvicina, lo desidera più di prima. Non può farlo. Suo marito riposa nel cimitero della Misericordia dove un’ala – a sinistra della portineria – è transennata: e diverse decine di tombe – alcuni lettori del Tirreno ne hanno contato almeno una sessantina – sono chiuse da pannelli di compensato. Sono in corso lavori di risanamento. Da mesi, anzi, da oltre un anno. E né Pina né le famiglie che qui hanno un congiunto che giace nel riposo eterno sanno quando il cantiere sarà chiuso e le tombe “liberate”. Ci risiamo: dopo il caso di Sterpeto – dove le tombe offlimits da mesi sono 170 e la giunta di Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha ereditato dal governo di Emilio Bonifazi la patata bollente del consolidamento (da fare) di 9 storiche arcate – c’è quello del campo santo di via Aurelia Nord.

Un tempo infinito. Nell’estate 2016 la Confraternita di Misericordia di Grosseto comunica ai cittadini, che hanno un congiunto che riposa nel cimitero, che da lì a breve sarebbero cominciati dei lavori. «Era luglio 2016 – dice Pina Fontana – e ci dissero che a maggio 2017 i loculi sarebbero stati di nuovo accessibili. È passato oltre un anno, ma ciò che ci preoccupa di più è il fatto che il cantiere sia fermo: non ci stanno lavorando».

Le tappe e i timori. Pina ma anche altri grossetani ricostruiscono come e perché, secondo loro e stando alle informazioni raccolte, i tempi si siano dilatati: «Prima c’è stato detto che era necessario attendere i tempi tecnici per il rilascio dei permessi; poi ci si è messa di mezzo la stagione “rigida” che non ha favorito il procedere spedito dei lavori; e poi pare sia spuntata anche una questione di risorse».

Qui la Confraternità. Abbiamo sottoposto il caso alla Misericordia. Ci ha risposto Gianfranco Giunti, vicepresidente della Confraternita grossetana: «In questi mesi abbiamo speso centinaia di migliaia di euro – dice – Il lavoro di risanamento è considerevole: si tratta di un cimitero monumentale di età vetusta». Poi la rassicurazione: «Martedì – aggiunge – avremo un incontro con i responsabili dei lavori durante il quale saranno definite le tappe del programma di risanamento. A quel punto sapremo quando il cantiere verrà chiuso e la parte del cimitero liberata». Forse sfuma il desiderio di Pina di portare un fiore al marito il 2 novembre: e pensare che la famiglia decise per il proprio congiunto quell’ultima dimora per rispettare il volere espresso da lui in vita.

Qui Sterpeto. Continuano anche su Fb le proteste dei grossetani per le 170 tombe inaccessibili al cimitero di Sterpeto dove per 9 arcate – transennate – sono necessari lavori di manutenzione straordinaria: l’intervento verrà pianificato da Palazzo civico nel prossimo bilancio.