Sesso, droga e magistrati Degortes denuncia le Iene

di Francesca Gori

Le puntate tv sul caso David Rossi e il Monte dei Paschi finiscono in Procura La querela è stata presentata a Grosseto e trasmessa a Genova per competenza

GROSSETO. “Bene o male, purché se ne parli” non è il motto di Antonio Degortes, almeno in questa vicenda dove c’è di mezzo il dolore per la morte di uno dei suoi più cari amici, Davide Rossi, manager del Monte dei Paschi di Siena, che - secondo la Procura di Siena - si è suicidato il 6 marzo 2013 gettandosi dalla finestra del suo ufficio, l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, che ha parlato di festini a base di sesso e cocaina e un’ex dipendente del Comune di Castiglione della Pescaia che ha rincarato la dose raccontando al giornalista della trasmissione televisiva che dietro a quelle feste c’era proprio l’imprenditore senese residente a Follonica. O meglio, durante la puntata andata in onda, il nome di Degortes pronunciato dal giornalista che stava seguendo l’inchiesta sulle Iene è stato coperto da un “beep”, ma tutto quello che è stato detto durante la trasmissione è finito su Facebook e da lì si è scatenato l’inferno. Un inferno che ha portato l’imprenditore ad affidarsi agli avvocati Roberto Baccheschi (del foro di Grosseto) e Roberto Martini (del foro di Siena), a presentarsi in Procura. Il sostituto procuratore Marco Nassi ha dovuto trasmettere l’esposto alla Procura di Genova: si faceva riferimento, infatti, alla presenza di magistrati che avrebbero in qualche modo “condizionato” le indagini sul suicidio di Rossi, proprio per queste amicizie “pericolose”. «Questo mio amico avvocato romano mi ha detto - dice Piccini alle Iene - non state lì a girare tanto le scatole. C’è una villa tra Siena e Arezzo e c’è una villa al mare dove facevano i festini. Chi ci andava a queste feste? Ci andavano anche i magistrati senesi? Maaah... La cocaina gira a fiumi in questa città». Dopo l’intervista a Piccini, Degortes ha scritto un sms al giornalista delle Iene: «Perché non hai sentito gli amici ristretti di David che sono convinti del suicidio con ampie motivazioni? Ah, questo non interessa, troppo scontato, così hai contribuito ad ammazzare David una seconda volta». Il giornalista chiede a Degortes un’intervista, che viene registrata per intero dall’imprenditore e poi pubblicata su Facebook. «Il titolo che accompagna tutta l’intervista - si legge nell’esposto - dice: Morte di David Rossi: il mistero dei festini sesso e droga e comincia con la domanda a bruciapelo del giornalista se il querelante avesse mai organizzato festini e alla risposta: “Io per mestiere organizzo feste” (Degortes è proprietario della Capannina di Castiglione della Pescaia, ndr) gli viene chiesto se nelle feste girasse cocaina». Allusioni, mezze frasi: è questo che i due legali hanno trovato nelle trasmissioni e segnalato alla Procura. Come l’intervista a una ex dipendente del Comune di Castiglione che è stata sentita a volto coperto: nella denuncia è finito anche il suo nome perché la donna, che sarebbe già stata denunciata altre volte dall’imprenditore per le accuse che gli ha rivolto, sempre diffamandolo su Facebook, ha parlato di un «depravato, noto personaggio di Siena, che avrebbe organizzato festini con prostitute e droga ai quali partecipavano anche politici e magistrati». È qui che nasce il cortocircuito, quando il giornalista spiga di aver ricevuto un sms da Degortes, coprendo il nome con un beep e la donna dice: «Per carità, per carità, un depravato, un drogato, un delinquente, lo conosco da trent’anni, aveva la barca parcheggiata al porto e portava direttori del Monte dei Paschi per fare i festini con le prostitute e la droga».

Gli avvocati Baccheschi e Martini, oltre alla denuncia che aveva già riportato una condanna per diffamazione proprio ai danni di Degortes, hanno anche chiesto il sequestro dei video della trasmissione che sono stati pubblicati su Internet e il sequestro probatorio delle registrazioni senza “beep” che copre il nome dell’imprenditore per capire se la risposta diffamatoria della donna sia stata o meno stimolata dal giornalista.

Richiesta che non riguarda soltanto i video della trasmissione ma che si allarga anche ai post pubblicati su facebook dal giornalista delle Iene e dalla donna e che conterrebbero allusioni proprio nei confronti dell’imprenditore.

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