«Riaprite la centrale 118 di Grosseto»

L’Asl informa i sindacati che quella di Arezzo non verrà chiusa come invece era previsto: da qui la richiesta di ripristino

GROSSETO. I sindacati marciano sul fronte della sanità e chiedono il ripristino della centrale 118 di Grosseto.

I segretari provinciali Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Roberto Franceschetti (Uil) dettagliano che il direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Dediseri li ha informati che «la centrale 118 di Arezzo, che avrebbe già dovuto essere chiusa in seguito al piano aziendale di razionalizzazione, continuerà a svolgere le proprie funzioni. Poi è intervenuta un’ulteriore novità: la Regione sta pensando d’istituire un’Agenzia per l’emergenza che coordinerebbe le centrali del 118 staccandole dalle Asl».

I confederali sono dubbiosi: «È evidente – dicono Cgil, Cisl e Uil – che non c’è chiarezza di visione e che si sta procedendo per strappi, con continui cambi di direzione che inseguono il consenso di chi urla più forte. L’unica costante è la riproposizione di grandi strutture centralizzate a livello regionale, senza alcuna garanzia rispetto all’efficacia in termini operativi e all’efficienza in termini di riduzione di spesa».

La richiesta di Cgil, Cisl e Uil di Grosseto è inequivocabile: «Serve – dicono – l’immediato ripristino dell’operatività della centrale 118 di Grosseto. D’altra parte, la centrale del capoluogo, fra le prime in Toscana ad essere autorizzata al volo notturno, è sempre stata un punto di eccellenza nella rete regionale di emergenza urgenza. I fatti dimostrano che bisogna restituire alla provincia di Grosseto il proprio polo di emergenza urgenza. Non è ragionevolmente accettabile nessuna altra soluzione».

I sindacati grossetano non ci vanno per il sottile: «Il modo in cui è stata gestita la vicenda del servizio di emergenza urgenza – sostengono – è paradigmatico dell’approssimazione e della aleatorietà che hanno caratterizzato l’intero processo di aggregazione delle Asl provinciali nella Toscana del sud, e di come è stata gestita la partita della riorganizzazione dei servizi, che avrebbe dovuto avere come obiettivo la riduzione dei costi e l’innalzamento della qualità».

Cgil Cisl e Uil passa poi alle “carte”: «Rispetto al servizio di emergenza/urgenza giova ricordare che con la delibera Dgrt 1325/2012 veniva sancito l’obiettivo di un’unica centrale regionale del 118. Poi ci sono state le sollevazioni di sindaci e territori in tutta la Toscana e si è optato per una centrale in ogni area vasta. Nella Toscana del sud avrebbe dovuto essere a Siena, motivo per cui si è chiusa per prima quella di Grosseto, alla quale avrebbe dovuto seguire la chiusura di quella di Arezzo. Che ora scopriamo rimarrà operativa».

Cgil, Cisl e Uil chiedono dunque il ripristino dell’operatività della centrale 118 di Grosseto, «che conta su professionalità di alta fascia ed è stata una delle più efficienti anche nel rapporto tra costi di gestione ed efficacia degli interventi, nonostante il sottodimensionamento di personale e mezzi rispetto alle altre realtà regionali».