Case vacanza inesistenti o occupate Denunciate tre persone per truffa

di Enrico Giovannelli e Francesca Gori

Le abitazioni venivano pubblicizzate su un sito: in pochi mesi incassati 3.300 euro di caparre I soldi venivano poi versati su vari conti correnti con causali false. Ipotesi anche di riciclaggio 

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Seguire la scia dei soldi è stata la carta vincente, e alla fine in tre, tutti della provincia di Napoli con età compresa tra i 30 e i 50 anni, sono stati denunciati per aver affittato degli appartamenti estivi inesistenti, via Internet: truffa, ma anche riciclaggio. Reato commesso grazie al sistema utilizzato per “pulire” i soldi delle truffe.

Sono state nove le truffe accertate dai carabinieri di Castiglione, per altrettanti appartamenti proposti in affitto sul sito Subito.it che erano abitati da famiglie residenti oppure non esistevano. Quando i turisti arrivavano nel borgo marinaro per le vacanze, scoprivano di essere stati truffati.

Il gioco è durato un bel po’ e nella rete delle forze dell’ordine sono appunto finiti in tre anche se resta il sospetto che ci sia una vasta e più ampia organizzazione alle spalle, alla base delle truffe ben organizzate. L’indagine dei carabinieri è durata diversi mesi: i militari hanno recuperato i numeri di telefono di chi proponeva quegli appartamenti, pubblicizzati con tanto di foto (in qualche caso rubate o scattate all’insaputa dei proprietari) oltre ai numeri di conto corrente e delle carte di credito dove finivano le caparre.

Un’operazione investigativa meticolosa e articolata, che ha portato alla denuncia di tre uomini residenti in provincia di Napoli, con l’accusa dei reati di truffa e riciclaggio.

Le indagini sono incominciate nel luglio del 2017, all’indomani della presentazione delle denunce da parte di cittadini arrivate da più parti d’Italia.

Alcune famiglie si erano trovate spiazzate: una volta arrivate a Castiglione della Pescaia si erano presentate all’indirizzo della casa che credevano di aver affittato ma il più delle volte ci avevano trovato dentro i proprietari, che in qualche caso avevano aiutato sul momento gli sventurati vacanzieri.

Il modus operandi è stato praticamente identico per tutte le truffe. Chi si collegava a Subito.it poteva visionare l’abitazione tramite foto e valutare il prezzo dell’affitto, molto allettante: il primo contatto via mail, poi telefonico, e l’invio della caparra che variava dai 300 ai 700 euro. Poi però l’amara sorpresa al momento dell’arrivo in paese: il numero di telefono di chi aveva proposto l’affitto diventava inesistente, e quella casa era di fatto già abitata. Vacanze rovinate e arrabbiatura colossale.

Durante l’indagine i carabinieri hanno fatto luce su nove truffe accertate, e ricostruito il flusso del denaro versato, che una volta accreditato su un conto corrente intestato a una testa di legno veniva riversato, mediante bonifici con false causali e prelievi bancomat, su altri conti correnti intestati alle persone che avevano messo a segno le truffe. Un’attività redditizia, la loro: in pochi mesi, soltanto con quelle nove truffe messe a segno, erano riusciti a incassare 3.300 euro.

L’invito delle forze dell’ordine è sempre quello di fare maggiori ricerche e non fermarsi solo al primo contatto, anche se in questo caso la truffa era ben orchestrata.

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