castel del piano 

Viabilità disastrosa «Dov’è la Provincia?»

di Fiora Bonelli

Frane, manutenzione al lumicino e niente segnaletica Sos dell’ex presidente della Comunità montana Amiata

castel del piano

Emergenza viabilità in Amiata. Un vulnus che pare insanabile. E non solo per l’ormai cronica querelle della strada del Cipressino. Le proteste fioccano, sia da privati cittadini che da associazioni che da enti.

La situazione viaria è generalizzata. Perché, siano strade comunali o provinciali, l’unico mezzo di trasporto possibile e sicuro sembrerebbe essere quello a dorso d’asino, proprio come una volta. Una situazione catastrofica, che va dal fondo stradale malconcio, da frane ormai decennali a mancanza di segnaletica orizzontale, a fossette fatiscenti piene di sporcizia.

Lo denuncia ironicamente Marcello Ramacciotti, ex presidente della Comunità montana del Monte Amiata e in passato uomo con incarichi politici nel comune di Castel del Piano a lungo.

«Dopo un’escursione bellissima verso la parte alta della montagna, partendo da Castel del Piano, Seggiano, Bagnolo, Arcidosso – dice – il viaggio è andato avanti a suon di sobbalzi, colpi e un rullio rumorosissimo a causa dei fondi stradali estremamente sconnessi, ondeggianti per avvallamenti e dossi e dunque anche molto pericoloso. Il transito è allietato dalla vista di banchine e scarpate inondate da erbacce e rovi soverchianti anche la carreggiata. Le famose fossette che assolvono o dovrebbero assolvere un ruolo fondamentale per la regimazione idraulica e per la salvaguardia del fondo stradale, di fatto sono ripiene di fogliame, terra, sassi e a guardar bene completamente cancellate».

E ancora. «I muretti di delimitazione dei prati nella parte alta della montagna, in specie quello delle Macinaie, sono sostanzialmente distrutti e diruti – aggiunge – senza manutenzione da 30 anni da quando insomma, furono realizzati, insieme alla distruzione o eliminazione dei cestini per piccoli rifiuti. Peccato. Comunque ci si ritempra percorrendo la viabilità provinciale in particolare il Cipressino – Montenero verso Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Seggiano e Castell’Azzara; e in particolare dal bivio Aiole verso Roccalbegna, Semproniano, Terme di Saturnia dove letteralmente si rimbalza sui veicoli».

Per non parlare dei movimenti franosi. «Così sembra di essere come sui cavalloni del mare – chiosa – un mare molto mosso. Degrado proveniente da lontano, indubbiamente. Ma tale situazione non doveva essere “miracolosamente risolta” dall’amministrazione provinciale di centrodestra oggi al governo della Provincia e di molti comuni del Grossetano compreso il capoluogo?». —