CASTEL DEL PIANO 

«Arezzo sì e noi no?» La rivolta dell’Amiata per il distretto sanitario

di Fiora Bonelli

Il sindaco Franci guarda alla rivendicazione dei colleghi e torna a chiedere l’autonomia dall’Asl di Grosseto

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L’Amiata di nuovo in guerra per l’autonomia del distretto sanitario, perduto con la razionalizzazione regionale.

L’input arriva dai sindaci aretini che, scavalcando l’assessora regionale alla sanità Stefania Saccardi, invocano un incontro col presidente Enrico Rossi per rimettere in discussione il disegno della zonizzazione distrettuale. E da Castel del Piano arriva immediatamente una sottolineatura: «Se vengono rivisti i distretti dell’Aretino, non si pensi di limitarsi a quelli. Anche l’Amiata vuole essere della partita e riprendersi la sua autonomia».

Questa la posizione del sindaco Claudio Franci. «Il nostro distretto – spiega – è stato fuso con quello di Grosseto e quello delle colline metallifere. I comuni del versante senese hanno fatto l’accordo coi distretti della Val Chiana e Montepulciano. Noi abbiamo provato, senza esito, a tenerci l’autonomia stringendo un accordo con l’Amiata senese. Ed è questo che vorremmo fare ancora se si riaprirà la partita dei distretti. La quale non deve e non può essere praticata solo per Arezzo».

La presa di Franci nasce non appena si è ufficializzata la notizia che venerdì 7 settembre alle 16 a Firenze Rossi incontrerà i sindaci dell’Aretino i quali vogliono sapere che posizione intende prendere la Regione sullo spacchettamento dei loro tre distretti. «I sindaci della zona di Arezzo – specifica Franci – sostengono che Saccardi ha più volte dato assicurazioni che la Regione sarebbe tornata alla risuddivisione, per Arezzo, in tre zone socio sanitarie. Quindi quei sindaci si sono detti ancora tutti uniti contro la “zonona” e sulla volontà di riavere i distretti come prima e è questa l’istanza che porteranno a Rossi».

Ebbene, «se la Regione ritornerà sul discorso dei tre distretti per Arezzo – dice Franci – allora anche l’Amiata rivuole la sua autonomia. E questo lo potremo fare riunendo i distretti dei due versanti».

La questione è caldissima e non da ora, perché contro il disegno dei distretti regionali si erano alzate voci di dissenso, oltre un anno fa, sia da parte delle maggioranze che delle minoranze comunali del monte Amiata. Aveva preso durissima posizione ad esempio, Giovanni Barbagli, ex presidente di Ars e oggi consigliere d’opposizione a Cinigiano, che aveva detto: «il nuovo disegno dei distretti produrrà disfunzioni sia per gli abitanti che per gli operatori. Se la precedente zonizzazione funzionava, perché si deve modificare?».

Si era fatta sentire anche la minoranza di Seggiano: Mario Simi e Stefano Chiappini avevano attaccato anche i sindaci locali che «nel più assoluto silenzio (o assenso) condividono l’attuazione di una legge che nella sua proposta iniziale prevedeva una particolare attenzione alle zone omogenee montane e disagiate e in realtà sarà invece approvata con una imposizione regionale».

Adesso, a seconda di come il presidente Rossi si comporterà con quelli di Arezzo, i giochi potrebbero riaprirsi.

«E noi vogliamo essere della partita», sottolinea il sidnaco Franci. —