grosseto

Vecchie e prive di sicurezza: scuole in condizioni limite

di Alfredo Faetti

Gli istituti superiori maremmani sono oltre 30: i tecnici della Provincia sono 3 Ciaramella: «Risorse e personale ridotti all’osso: la situazione è drammatica»  

Se il rischio sismico ha riguardato due scuole elementari, le condizioni generali degli istituti superiori in Maremma non è migliore. «Le scuole in carico alla Provincia di Grosseto sono tantissime, tutte vecchie, tutte da rivedere, da rimettere in una situazione di sicurezza, ma non disponiamo né di risorse né di personale tecnico per far fronte a tutte queste necessità».

Quello di Olga Ciaramella, consigliera provinciale con delega all’edilizia scolastica, è uno sfogo. «Ci sono situazioni incresciose», continua lei paventando scenari esemplificativi ma poco incoraggianti. «A Messina - dice - hanno chiuso tutte le scuole perché non agibili: ecco, noi siamo in quelle condizioni».

A pochi giorni dalla prima campanella, le scuole sono pronte ad aprire le porte agli studenti, ma non ad accoglierli nel migliore dei modi.

Se le elementari di Ribolla e Cinigiano, a cui nei mesi scorsi erano stati messi i sigilli, hanno trovato comunque una soluzione, le superiori, di competenza provinciale, non vivono una situazione migliore.

«Dopo la disastrosa riforma Delrio molti tecnici delle Province furono trasferiti in Regione e alcune di loro, in Toscana, fecero la scelta di precettare i professionisti impedendo l’esodo verso Firenze così da non impoverire gli uffici – spiega Ciaramella – Ma a Grosseto non è stata adottata quest’ottica e tutti gli ingegneri, i geometri, i geologi sono stati trasferiti. Questo è stato gravissimo, come la riforma Delrio, che ha chiuso e non riaperto le Province, consegnandole in un limbo».

Una riforma che ha ridotto all’osso tecnici e risorse per gli enti, a cui fanno capo comunque la viabilità e l’edilizia scolastica. Riguardo quest’ultimo ambito, bastano i numeri: gli istituti superiori in Maremma sono più di trenta, le classi a disposizione 495 e gli studenti iscritti quest’anno 10.207: per far fronte a tutto questo, la Provincia ha a disposizione solo tre tecnici. Nel piano triennale quindi si è cercato di «salvare il salvabile senza una lira», per dirla come Ciaramella.

«Sono stati stanziati circa 138.400 euro su sette edifici indagati di zona sismica 2, ossia le zone di Manciano, Pitigliano, Massa Marittima e quelle di montagna – spiega la consigliera – Indagini che termineranno a ottobre 2018». Inoltre, si sono salvati progetti per interventi di adeguamento e miglioramento sismico e interventi per ottenere il certificato di agibilità edifici e adeguamento antincendio. Oltre a questo e a qualche altro intervento, non è possibile fare altro, perché il ministero passa solo soldi per la manutenzione. «Ci sono poi situazioni bruttissime, come all’Iti di Grosseto e di Manciano. In quest’ultimo, «ci sono lamentele da decine di anni perché non è mai arrivata la manutenzione – dice Ciaramella – Rifare il pavimento, rivestire il muro, l’impianto idraulico, gli infissi sono logori. Ho chiesto un finanziamento alla Regione per 160mila euro, più 60mila euro per la manutenzione che finanziamo con le alienazioni. Per l’Iti di Grosseto il finanziamento richiesto è di 225mila euro». Ma oltre a questo, la Provincia non può nulla.