GROSSETO 

Addio a Franco Bivona ambulante-impresario con il cuore da tifoso

di GABRIELE BALDANZI

GROSSETODa ambulante a imprenditore, da istrione a nonno premuroso. Franco Bivona, uno dei volti più noti dei mercati rionali, è morto domenica nella sua abitazione, a Sassofortino, circondato dall’am...

GROSSETO

Da ambulante a imprenditore, da istrione a nonno premuroso. Franco Bivona, uno dei volti più noti dei mercati rionali, è morto domenica nella sua abitazione, a Sassofortino, circondato dall’amore e dall'affetto dei familiari.

Aveva 65 anni. Giovane nella carta d’identità, ma soprattutto giovane dentro. Ieri mattina i funerali e poi la cremazione, a Livorno. Lo conoscevano in tantissimi, il Bivona, sia in provincia di Grosseto che di Livorno: nel capoluogo, ma anche a Massa Marittima (la città in cui era nato e cresciuto), a Venturina e a Piombino. Il suo banco di ortofrutta, dietro al quale per anni ha lavorato al fianco della moglie Umberta Muzzi, era ed è un’istituzione in piazza Tripoli. Nato nel 1953 nella città del Balestro, Franco – giovanissimo – si era sposato con Umberta e con lei aveva avviato l’attività di vendita di frutta e verdura. Risale al 1976, oltre quaranta anni fa, l’acquisto del primo furgone. Nel 1981, tre anni dopo la nascita della figlia Serena, la coppia si era trasferita a Sassofortino.

Alzandosi alle 4 ogni mattina, giorno dopo giorno, aveva costruito negli anni una piccola impresa, dove ogni particolare era programmato, curato. Generoso, simpatico, scherzoso, la battuta sempre sulla punta della lingua, Franco non era un uomo che passava inosservato. Mai. Da tifoso di calcio, il cuore era diviso tra Fiorentina e Toro, ma seguiva da sempre anche il Grifone (soprattutto nei quindici anni di Piero Camilli), grazie ai rapporti diretti con calciatori e staff. La frutta per la squadra arrivava spesso dal Bivona.

Negli ultimi decenni gli stalli principali del suo banco sono stati - oltre a piazza Tripoli, a Grosseto - le due piazze di Massa Marittima (in Poggio e a Città Nuova). Franco era anche un appassionato di motori, un capace ballerino. Oltre alla moglie Umberta, alla figlia Serena, al nipotino Davide lascia la mamma e la sorella, che vivono in Città Vecchia, a Massa. Nell’ultimo anno, durante la dolorosa battaglia contro il male, le sue uscite sono state per la maggior parte per e con il nipote Davide, che ha seguito fino a maggio, festeggiando con lui il tredicesimo compleanno, in mezzo alla squadra dei ragazzini della Virtus Maremma, dopo l’ultima partita della stagione. E i familiari vogliono ricordarlo così. Condoglianze a Umberto, Serena, Antonio e Davide dalla redazione di Grosseto del Tirreno. —

GABRIELE BALDANZI