la tragedia 

Ucciso da un malore a 54 anni poco prima di un’immersione

di Ivana Agostini

L’uomo si è accasciato davanti ai suoi compagni arrivati con un diving Inutili i tentativi di rianimazione, i sanitari si sono verricellati da Pegaso



Un uomo di 54 anni di origine cubana è morto ieri all’isola del Giglio, davanti al mare de Le Scole, poco prima di un’immersione. Per l’uomo, Lazaro Font Saez, nato a l’Avana, il primo febbraio 1964, e residente a Porto Recanati in provincia di Macerata, doveva essere una giornata da passare ad ammirare le meraviglie dei fondali dell’isola. Una giornata organizzata con gli amici con i quali era partito da Porto Santo Stefano. Era arrivato al Giglio insieme ad altri sub in mattinata, a bordo di una imbarcazione di un diving di Monte Argentario.

Tutto era pronto per l’immersione in quei luoghi in cui i fondali stanno riprendendo forma dopo il naufragio della Costa Concordia. Nessuno si sarebbe mai immaginato che da lì a poco, proprio su quegli scogli che avevano visto tantissimi naufraghi mettersi in salvo, stava per consumarsi una tragedia.

Il turista non era ancora sceso in acqua quando ha accusato un malore. Subito si è accasciato sugli scogli.

Erano da poco passate le 12 quando i suoi compagni di immersione hanno dato l’allarme ai soccorritori. Sul posto è intervenuta la guardia costiera ed è stato allertato anche il personale del 118 che è arrivato poco dopo sul posto. Dal Misericordia di Grosseto si è alzato in volto l’elisoccorso Pegaso 2 che, vista l’impossibilità di atterrare e la gravità della situazione ha fatto scendere sugli scogli, vericellandoli, i sanitari.

I soccorritori hanno tentato di rianimare Lazaro Font Saez per circa un’ora ma per lui non c’è stato più nulla da fare. A stroncare la vita del cinquantaquattrenne potrebbe essere stato un infarto. un malore che non gli ha lasciato scampo, uccidendolo, molto probabilmente, sul colpo. Saez era in Italia da molti anni ed era perfettamente inserito nella comunità.

Lavorava per una ditta di arredamenti di cui era operaio ed era un appassionato di attività sportive. La salma, dopo le autorizzazioni di rito, è stata portata al Molo Rosso di Levante e da qui trasferita sulla nave per essere trasportata sulla terra ferma, a Porto Santo Stefano. Dalla cittadina argentarina la salma dell’uomo è stata trasportata all’obitorio di Grosseto dove rimane a disposizione delle autorità che valuteranno se eseguire o meno l’autopsia.

Il materiale subacqueo è stato sottoposto a sequestro, a scopo precauzionale da parte della guardia costiera. L’uomo non aveva fatto comunque in tempo ad usarlo dato che si era sentito male prima di immergersi. La notizia della morte del sub ha destato sconcerto sull’isola che purtroppo ha imparato, a sue spese, 6 anni fa, a fare i conti con le tragedie. —