gavorrano 

Quarant’anni fa le chiavi dei primi 28 alloggi popolari

di G.S.

Il ricordo dell’ex sindaco Giusti «Tutto iniziò nei primi anni ’70 in un’affollata assemblea» Mattone dopo mattone le case furono costruite e assegnate

GAVORRANO

Sono passati quarant’anni da quando a Gavorrano sono state consegnate le prima chiavi degli alloggi realizzato dalla cooperativa “Progresso Edilizio” nella zona 167.

A ricordare la ricorrenza è l’ex sindaco Mauro Giusti che oggi racconta come il progetto è stato portato avanti ed è poi arrivato a realizzazione: «Tutto – dice Giusti – iniziò nei primi anni ’70, in un’affollata assemblea alla Casa del Popolo di via Curiel, alla presenza del senatore Torquato Fusi, indimenticabile protagonista della vita politica grossetana». In quella sede «si parlava della realizzazione di alloggi per tutti coloro che ne avevano bisogno – dice l’ex primo cittadino – Fusi ci indicò la strada della costituzione di una cooperativa, perché proprio in quei giorni, il Parlamento aveva approvato una legge in favore di cooperative». Venne così realizzata la cooperativa “Progresso Edilizio” alla quale si iscrissero soci di Bagno di Gavorrano, Filare, Gavorrano e Grilli. «Agli inizi del 1976 arrivò la bella notizia dell’assegnazione di un mutuo per la realizzazione di ventotto alloggi alla nostra cooperativa. Il terreno, come da legge, ci venne assegnato dal Comune di Gavorrano nella 167 di via Marconi, nel frattempo urbanizzata». E così, mattone dopo mattone, furono realizzati gli alloggi e il 10 settembre del 1978 vennero assegnate le chiavi ai soci fondatori, che in un’assemblea pubblica avevano deciso di sorteggiare l’assegnazione delle palazzine. «La Cooperativa continuò il proprio lavoro – dice Giusti – e altri sedici appartamenti vennero realizzati sempre a Bagno di Gavorrano in via Gobetti e al Grilli in via Marco Polo».

E conclude: «Oggi purtroppo a ricordare la festa di quel bel giorno mancano molti di quei protagonisti, alcuni ci hanno lasciati troppo presto, altri con una età avanzata. Una cosa è certa: è grazie alla coscienza politica e sociale che era presente in tutti noi che ci abbiamo creduto, lottato, sofferto che alla fine abbiamo realizzato un sogno come quello». —

G.S.