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Scuola chiusa, botta e risposta a colpi di annunci mortuari

di Giulia Sili

«Grazie a chi finalmente ha staccato la spina» recita il cartello affisso Sabato l’inaugurazione del nuovo edificio ha provocato polemiche e tensioni 

SCARLINO. Le critiche che negli anni hanno accompagnato la realizzazione della nuova scuola di via Lelli a Scarlino Scalo da tempo sembravano essersi sopite ma sabato scorso, il giorno dell’inaugurazione, la vena polemica si è riaccesa più viva che mai, tanto che il capoluogo si è svegliato tappezzato da fogli mortuari.

«Oggi al termine di un lungo travaglio ci ha lasciato il piccolo borgo di Scarlino, ucciso dall’ignoranza, dalla prepotenza, dalla irriconoscenza della politica – recitava il foglio diffuso in paese – la popolazione tutta si stringe attorno ai suoi edifici, privati d’identità e nome, che presto saranno occupati da orde di turisti festanti, che seppur per pochi giorni lo faranno sentire ancora vivo. Non fiori ma esami di coscienza per chi ne avesse ancora una. Le esequie si terranno sabato 8 settembre ore 10 in via Lelli 13 a Scarlino Scalo alla presenza delle autorità. Breve vita la natura ci ha dato ma il ricordo di una vita ben spesa è eterno».

Uno scherzo che non è passato inosservato proprio nel giorno in cui si inaugurava la nuova scuola alla presenza della prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, dell’assessora regionale all’istruzione Cristina Grieco e della consigliera provinciale delegata alla scuola Olga Ciaramella.

Il giorno seguente, infatti, la risposta è arrivata prontamente e al foglio che annunciava il decesso del capoluogo ne è seguito un altro, questa volta di ringraziamenti, anch’esso affisso per le strade del Comune.

«Gli scarlinesi tutti sentitamente ringraziano per la tardiva morte del piccolo borgo – recita l’annuncio – Grazie a chi finalmente e pietosamente ha staccato la spina e a tutti quelli che hanno partecipato alle esequie».

Il gioco di botta e risposta nasconde però un sentimento comune difficile da nascondere: la percezione della fine di un paese. La polemica al vetriolo circa le sorti del centro storico di Scarlino parte da lontano ma si è inasprita molto, e soprattutto dopo la notizia arrivata in inverno che la scuola media di Scarlino paese avrebbe chiuso per il trasferimento di tutte le classi nella nuova scuola allo Scalo.

La chiusura della struttura è infatti stata percepita come una delle cause che porteranno il capoluogo verso il totale abbandono e la paura di molti scarlinesi è proprio quella che insieme alla scuola adesso possano chiudere anche le attività commerciali che ruotano attorno ad essa.

«Siamo alla rovina, stiamo assistendo ad un lento ed inesorabile svuotamento del paese» aveva detto una mamma scarlinese intervenuta durante il consiglio comunale aperto di maggio scorso durante il quale si era parlato proprio dell’argomento.

Nei mesi scorsi erano stati molti i momenti di scontro nati proprio intorno all’argomento scuola: a dicembre si era svolta un’assemblea pubblica in un clima di forte tensione, tra mamme preoccupate per il futuro scolastico dei propri figli e cittadini arrabbiati per la scomparsa dei servizi nel capoluogo. A maggio invece, durante il consiglio comunale aperto, i genitori avevano elencato tutti i loro dubbi circa la costruzione del nuovo edificio. Il tutto sempre in un clima di tensioni. Le polemiche non hanno fermato il programma già approvato e il prossimo 17 settembre la scuola aprirà i battenti ospitando al primo piano i bambini delle elementari “Edmondo De Amicis”, spostati dall’alto edifico scolastico dello Scalo, e quelli delle medie “Attilio Mariotti”, trasferiti lì da Scarlino alto. —