infanzia violata 

«Metodi educativi mal interpretati»

di Francesca Gori /

Suora indagata per maltrattamenti alla scuola materna L’avvocato della religiosa respinge le accuse dei genitori 

GROSSETO

Un polverone alzato quando ancora la suora non sapeva di essere stata indagata.

Sophiamma Joseph, 53 anni, ha saputo di essere stata indagata lunedì sera, quando è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro. Indagine che era partita con una querela presentata a maggio del 2017 dai genitori di una bambina che frequentava la terza classe della scuola materna. «I genitori degli altri bambini, quelli che sono rimasti nello stesso istituto anche per frequentare le elementari - dice l’avvocato Carlo Blengino che difende la religiosa - hanno già espresso solidarietà alla sorella. Ho la certezza che si tratti di fatti minimali».

L’ipotesi più credibile, per l’avvocato di suor Sophiamma, è che si tratti di metodi educativi che sono stati mal interpretati da parte dei piccoli e delle loro famiglie. Ma questo sarà accertato dal tribunale, se un processo si farà. «Allo stato attuale non ho ancora potuto vedere il fascicolo - aggiunge l’avvocato torinese - Nessuno fino a lunedì sera quando ci è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini ci aveva avvertito». L’avviso di garanzia infatti, è stato notificato insieme a quello di conclusione delle indagini: maltrattamenti, il reato contestato dal pm.

Suor Sophiamma alla fine dell’anno scolastico 2016/2017 è tornata a Torino, dove ha sede l’istituto religioso del quale fa parte. «Una scelta dettata da motivi organizzativi - dice ancora l’avvocato - Da quel che ci risulta ad oggi, prima di aver letto il fascicolo, tutta questa vicenda è nata per la denuncia presentata da una sola coppia di genitori. Quasi tutti i bambini di quella classe sono rimasti nella stessa scuola e ora frequentano le elementari. Ho il sospetto che si sia alzato un polverone su fatti che devono essere ancora appurati». Probabilmente - è la tesi del difensore della suora - i metodi educativi della cinquantatreenne sono stati mal interpretati dai bambini. Metodi educativi probabilmente rigorosi ma ben lontani dall’ipotesi dei maltrattamenti.

La vicenda risale infatti a maggio 2017, quando il padre e la madre di una bambina si sono rivolti alla polizia postale di Grosseto per sporgere denuncia. Gli uomini coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli hanno dato il via all’indagine, installando nell’aula della scuola dove insegnava la suora microspie che avrebbero ripreso gli episodi poi contestati alla religiosa: schiaffetti sulla fronte, nocchini sulla testa, in qualche caso strattonamenti, minacce.

Sono stati alcuni genitori, sentiti poi dagli uomini della postale e dagli agenti della squadra mobile della questura che hanno svolto le indagini, a raccontare quello di cui i loro figli avevano terrore. «La maestra davanti a voi adulti era felice e gentile, ma che poi quando non c’eravate voi non era più felice e gentile», aveva detto la bambina i cui genitori si sono rivolti alla polizia e che ora sono assistiti dall’avvocato Alessandro Antichi. —