Decine di persone in fila per restituire il contrassegno Ztl e Zcs

di Maria Giorgia Corolini

Livorno, dopo l'istituzioine della nuova tassa sulle lettere, decine di automobilisti in fila all'ufficio Urp per restituire il permesso

LIVORNO. «Di regalare i soldi al Comune non se ne parla, preferisco riconsegnarla». È quasi un mantra quello che serpeggia nell'androne d'ingresso di Palazzo Civico tra i cittadini che, "lettera" alla mano, aspettano il turno per l'accesso agli sportelli dell'Urp per restituire il contrassegno che permette la sosta nelle Ztl e nelle Zsc di riferimento, rifiutandosi di pagare la tassa istituita dal Comune.

La fila è costante e sono decine le persone che dalle 9 alle 12 di ieri affollano gli uffici: ci sono due mamme giovani che hanno perso il lavoro ("No, il nome preferiamo di no", dicono) che spiegano come rinunciare a questa spesa sia stata una scelta obbligata. «Tra l'affitto da pagare e le spese, è tanto se riusciamo ad arrivare a fine mese. Avessero stabilito una somma da pagare in base al reddito sarebbe stato più giusto», racconta Sergio Bardocci, che con la moglie malata divide la pensione di 1400 euro. «Il sindaco si è intestardito, se avesse fatto pagare un po' meno, avremmo pagato tutti», incalza Massimo Parenti, che è venuto in Comune per rinunciare al contrassegno della terza macchina.

Contrassegni Ztl e Zcs, Nogarin: "Un mese in più per pagare"

«La usa mio figlio, che però abita a Pisa, e 150 euro per un contrassegno che ci è utile per poche volte al mese è uno sproposito». Tanti i cittadini in fila che chiedono spiegazioni o che lamentano errori: a qualcuno è arrivata la richiesta di pagamento per un veicolo rottamato nel 1998 e c'è chi racconta di non aver mai posseduto un'auto (eppure ha ricevuto il bollettino). Il mancato annullamento del contrassegno relativo ad un'auto venduta o rottamata è un problema ricorrente. «Ci hanno recapitato i bollettini da una settimana, lasciandoci un margine ristrettissimo per pagare e per permetterci di risolvere fraintendimenti», accusa Cinzia Cini. C'è anche chi, come Michele Corbisiero, si è presentato in Comune proprio per protestare: «Anche se pagassi 30 euro il parcheggio non lo troverei comunque, tanto vale rinunciare».