Derubato della pensione sull'autobus: «Ora non so come sopravvivere, aiuto» 

di Lara Loreti

Il livornese, 71 anni, è stato alleggerito del portafoglio sul bus da Colline al centro «Avevo 480 euro, ora non ho più niente e non so proprio come arrivare a fine mese»

LIVORNO. Uscire di casa con il portafoglio pieno dei soldi della pensione per fare dei pagamenti. E dopo pochi minuti ritrovarsi la tasca vuota e un’angoscia ancora più grande addosso. Giulio Lezzi è quasi in lacrime quando, ieri mattina, pochi minuti dopo aver subìto il furto, si rivolge al Tirreno per raccontare la sua storia e per lanciare un appello. «Aiutatemi, non so come arrivare a fine mese. Non ho più niente e prima di prendere la prossima mensilità devo aspettare il due maggio. Livorno ha un cuore grande, spero che qualcuno risponda a questo mio sos».

Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto nella mattinata di mercoeldì 5 aprile. Il pensionato, 71 anni, abita con la moglie a Colline. Alle spalle il dolore infinito della morte di un figlio, scomparso in tenera età per una malattia. Nato in Venezia, si definisce orgogliosamente un livornese doc. «Anche se ho viaggiato tanto - precisa con fierezza - Infatti il mondo lo conosco, e anche l’Italia: da giovane facevo il rappresentate di elettrodomestici ed ero costretto a muovermi tanto. Ma poi la sera ero lieto e sollevato di tornare a casa». Ieri mattina, come ogni giorno, Lezzi è salito sul bus Ctt numero 4, la linea che lo porta in centro, dove avrebbe dovuto svolgere delle commissioni e dei pagamenti. La pensione l’aveva riscossa il giorno prima, lunedì. E fortunatamente, come fa ogni mese, per prima cosa aveva tolto dai 750 euro totali la quota destinata all’affitto, altrimenti il disagio sarebbe stato ancora più grande.

È lui stesso a raccontare i dettagli: «Sono salito sul bus alle 9.30 e, finito il percorso, sono sceso in piazza Grande per andare alle poste lì in centro. Quando sono arrivato nell’ufficio, ho messo la mano in tasca per prendere il portafoglio e l’ho trovata vuota: era sparito. Ho sentito un colpo al cuore: dentro c’erano 480 euro che avrei dovuto utilizzare per fare un versamento. Poi con mia moglie dovevamo fare delle spese e a me non piace andare in giro con i soldi contati».

A quel punto, in preda al panico e in un momento di forte smarrimento, Lezzi si fa aiutare dagli addetti delle poste su come regolarsi. Poi si reca al vicino ufficio di polizia di frontiera marittima per denunciare il furto. «Nel portafoglio, oltre ai 480 euro, tenevo i documenti: carta di identità, codice fiscale e tessera della coop - continua il racconto - Dopo la denuncia, sono passato alla fermata del bus di piazza Grande per chiedere agli autisti se per caso l’avessero trovato. E sono stato, in parte, fortunato: il portafoglio l’avevano recuperato. Il problema però è che ora vuoto. “I soldi li ha goduti chi l’ha trovati”, mi hanno detto dalla Ctt. C’è poco da fare».

Il sospetto del derubato è di essere stato seguito. «Io quel bus a quell’ora lo prendo quasi tutti i giorni - riflette Lezzi - Sicuramente qualche malintenzionato mi si è messo alle calcagna. Mi avrà pedinato e immagino che mi abbia sfilato il portafoglio a bordo del bus». E non sarebbe certo la prima volta: purtroppo ci sono ladri specializzati, che seguono gli anziani ed entrano in azione proprio sui mezzi pubblici, approfittando di momenti di distrazione delle vittime. «Io però ora sono davvero disperato. Sono malato di cuore, la mia salute non è al top e nemmeno quella di mia moglie - dice il pensionato - Poi c’è mia sorella, che abita sopra a me: ha la sua piccola pensione, ma non naviga certo nell’oro. Morale della favola, io ora mi trovo in grossa difficoltà».

È spinto da questo disagio che Lezzi lancia un appello, che il Tirreno veicola nella sua interezza. Chi avesse trovato i soldi può restituirli senza problemi contattando il pensionato. E se qualcuno ha visto qualcosa o volesse dare un suo contributo, può rivolgersi al 71enne chiamando i seguenti numeri: 0586-853249 oppure il cellulare 388-1675646.