Yacht in fuga per evitare il sequestro, due avvocati livornesi lo rintracciano

I protagonisti sono i legali Bruno Neri e Matteo Pollastrini, l'imbarcazione è stata intercettata a Savona

LIVORNO. Il sequestro conservativo rischiava di essere un buco nell'acqua, ma la prontezza degli avvocati livornesi di due marittimi che attendono da mesi di vedersi pagati gli stipendi dall'armatore - una società con sede nel paradiso fiscale delle Cayman - ha permesso di rintracciare lo stesso lo yacht ed eseguire quanto disposto dal tribunale di Lucca. Protagonisti della vicenda due croati che per mesi hanno lavorato a bordo di uno yacht di lusso, che era ormeggiato a Viareggio.

Il maxi yacht Sofia 3, 43 metri di lunghezza e interni extra lusso, battente delle isole Marshall e per mesi ormeggiato nello scalo versiliese, era sparito nel nulla proprio in concomitanza con la sentenza di mercoledì 19 aprile, che ordinava il sequestro conservativo, vanificando l'efficacia del provvedimento. Il nuovo equipaggio - secondo quanto ricostruito dai legali che difendono i marittimi non pagati, i livornesi Bruno Neri e Matteo Pollastrini - aveva disattivato anche il segnalatore di posizione dello yacht per renderlo ulteriormente invisibile, ma da alcune informazioni si è scoperto che lo yacht era diretto a Savona. Dove, nella mattinata di venerdì 21 aprile, è stato intercettato e sequestrato dalla capitaneria di porto locale.