Sette colpi in dieci giorni, è allarme furti di borse dalle auto

di Federico Lazzotti

Livorno, gli ultimi due episodi sono avvenuti lunedì tra il viale Petrarca e il viale Marconi: polizia e carabinieri danno la caccia a due livornesi in sella a uno Scarabeo

LIVORNO. Il ladro, tra i venti e i venticinque anni, con il casco in testa, apre lo sportello dell’auto ferma al semaforo oppure in attesa di attraversare l’incrocio, prende la borsa appoggiata sul sedile anteriore e scappa, salendo a bordo di uno scooter distante pochi metri sul quale lo aspetta il complice con il motore acceso. Sono sette i furti fotocopia di borse dalle auto in appena dieci giorni a Livorno: uno ogni 34 ore; sempre nella zona compresa tra l’Aurelia e l’ospedale. E più precisamente tra il viale Marconi, viale Mameli e viale Petrarca.

Numeri che creano un allarme quelli registrati da carabinieri e polizia che tra l’11 e il 21 agosto hanno raccolto le denunce delle sette donne livornesi derubate. Gli ultimi due furti in ordine di tempo sono avvenuti nella giornata di lunedì: il primo alle 12,45 sul viale Petrarca, il secondo – un quarto d’ora più tardi – all’incrocio tra il viale Marconi e via Gori. Ma il più interessante da un punto di vista investigativo è quello messo a segno intorno alle 17 di sabato scorso sul viale Mameli, proprio a due passi dal comando provinciale dei carabinieri.

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Di questo colpo, infatti, gli investigatori hanno in mano anche il filmato registrato da una delle telecamere esterne della caserma. Dal video – la qualità purtroppo non è altissima – si vede lo scooter affiancare l’auto di una donna che in quel momento è ferma perché aspetta che il cancello del cortile di casa si apra. È sfruttando questa attesa che uno dei due ladri entra in azione: apre lo sportello, prende la borsa e fugge. Dalla visione di questo filmato gli inquirenti hanno avuto la conferma che dietro a questa ondata di furti ci sia un’unica firma: due giovani livornesi che si muovono in sella a uno Scarabeo Aprilia.

Un particolare – quello del mezzo usato per colpire – confermato anche da alcune delle donne derubate a cavallo di Ferragosto. Ma c’è di più, perché almeno un paio delle vittime hanno anche fornito una descrizione del ladro. Tutto materiale sul quale gli investigatori stanno lavorando. Come il profilo dei due ricercati. Possibile – ma è una delle ipotesi – che si tratti di persone con problemi di droga che hanno necessità immediata di poche decine di euro da spendere immediatamente. È questo, infatti, il bottino rubato nei colpi messi a segno. Anche perché appena le donne vengono derubate bloccano immediatamente le carte che avevano nel portafogli e cambiano la serratura dell’appartamento nel caso in cui avessero messo nella borsa anche le chiavi.