Schiaffi, spinte e calci: ecco le immagini dei maltrattamenti al disabile - Video

di Federico Lazzotti

Livorno, fa rabbia e stringe il cuore la sequenza contenuta nel video delle angherie ai danni del ragazzo di 23 anni da parte di tre operatori sociosanitari registrato a metà marzo dai carabinieri

Livorno, botte e schiaffi al disabile: il video che incastra i tre operatori sociosanitari

LIVORNO. Gettato a terra come si fa con un pupazzo vecchio. Preso a calci nemmeno si trattasse di un pallone sgonfio trovato in qualche spiaggia sperduta; schiaffeggiato una, due, tre volte, strattonato per la maglietta; punito, inseguito, deriso e picchiato con qualcosa che somiglia ad un righello o forse ad un metro di quelli scorrevoli. E poi umiliato: costretto a leccare la suola di una scarpa mentre è seduto sul pavimento del salotto. Vestito come se fosse un pagliaccio pronto a sfilare al Carnevale. Infine sfidato a partecipare a un gioco impari per evitare di essere colpito da un vassoio per poi essere abbandonato a se stesso – solo – lasciato a saltare sul tavolo della cucina, senza un calzino, e con alcuni fogli in mano, mentre le persone che avrebbero dovuto accudirlo se ne stanno sedute comodamente sul divano a chiacchierare.

Fa rabbia e stringe il cuore la sequenza di immagini contenute nel video dei maltrattamenti al ragazzo disabile di 23 anni da parte di tre operatori sociosanitari registrato a metà marzo dai carabinieri in un appartamento nella zona di villa Fabbricotti. Un video che in poco più di un minuto, dura sessantanove secondi ed è finito agli atti dell’inchiesta, fa ripiombare in quel senso di disgusto e impotenza vissuti già in altre occasioni in passato, quando negli asili o nelle case di riposo sono stati filmati maltrattamenti nei confronti di bambini e pazienti.

Disabile maltrattato, patteggiano i due operatori socio-sanitari - Video

Perché è l’indifeso che subisce le angherie di chi dovrebbe vigilare sulla sua salute a innescare lo sdegno. È il più debole che non ha forza di ribellarsi ad alimentare un sentimento di vendetta che i due anni di patteggiamento accordati a due dei tre indagati riescono a sopire. Un concetto che spiega bene il comandante provinciale dei carabinieri di Livorno Alessandro Magro. «Le immagini di questo video parlano da sole, basta avere la forza di guardarle per capire quanto siano vigliacchi certi comportamenti». Aggiunge chi ha indagato. «Pensate che queste immagini sono state filmate in appena due giorni, ma i tre operatori seguivano il ragazzo da mesi...».

Ecco perché fa ancora più paura pensare a quello che è potuto accadere in quell’appartamento in altre occasione. Soprattutto riguardando il filmato. A partire dalla prima scena con il ragazzo disabile seduto sul divano accanto ai due operatori: Norma La Cava, 59 anni, è la prima a colpire il giovane con un pugnetto sul braccio, subito dopo è il collega Marco Totano, 28 anni, a sferrare un colpo dietro alla nuca. In rapida successione ecco altre violenze. Fa specie anche perché tra la vittima e il carnefice ci sono solo cinque anni di differenza e in una circostanza sono vestiti allo stesso modo: una maglietta blu alla moda e un paio di pantaloni scuri. Così vicini nell’abbigliamento e mai così lontani. Soprattutto nella scena successiva in cui il disabile che stavolta indossa una specie di casacca di colore rosso, viene strattonato dall’operatore e fatto cadere dal divano, poi rimesso a sedere e colpito con uno schiaffo in faccia. Un altro pugno allo stomaco per chi lo guarda.