Telefonate moleste: «Guai a fermare la legge, non è perfetta ma funziona»

di Ilaria Bonuccelli

Garante della Privacy e relatori contro gli attacchi sul numero richiamante

ROMA. La legge-scudo contro le chiamate commerciali indesiderate mai è stata così vicina. E mai i tentativi di bloccarla così forti. L’ultimo è legato all’introduzione del “numero richiamante”: la possibilità per i call center di adottare un numero al quale farsi richiamare dagli utenti che perdano la telefonata commerciale.

LA CONTESTAZIONE

Da giovedì, quando la legge è stata licenziata in commissione - dice uno dei relatori della legge alla Camera, Lorenzo Basso (Pd) contro questa norma si sono scatenati «in buona fede i consumatori. Ma c’è anche chi agisce con intenti meno benevoli: per far allungare i tempi di approvazione della riforma. Personalmente avrei voluto una legge più rigida, più vicina al testo uscito dal Senato. Ma questo testo è frutto di un compromesso proposto da colleghi alla Camera che hanno agito per tutelare call center che lavorano seguendo le regole». Fra questi, il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano. Firmatario, con altri, dell’emendamento sul numero richiamante.

DIRITTI TUTELATI

Questo emendamento - ammette anche Giuseppe Busia, segretario generale dell’Autorità Garante della Privacy - è uno degli elementi che «peggiora la norma licenziata dal Senato, ma non inficia l’importanza di base di questa riforma che istituisce tutta una serie di barriere fondamentali a tutela dei diritti degli abbonati».

Telefonate moleste: le tecniche dei call center e come difendersi



NUMERO RICHIAMANTE PER CHI È SENZA DIFESA

Il primo e il più importante è che la legge all’articolo 1 - secondo quanto chiede Il Tirreno da oltre un anno - è che per la prima volta in Italia viene consentito a tutti i numeri telefonici di iscriversi al Registro delle opposizioni. Tutti numeri - 117 milioni - senza distinzioni, fissi e mobili, pubblicati negli elenchi i e non.

Perciò - confermano l’avvocato Busia e l’onorevole Basso - il meccanismo del «numero richiamante scatta solo per chi non si sia iscritto al Registro delle Opposizioni. Per chi abbia scelto di non proteggersi dalle chiamate commerciali».

REGOLA EUROPEA

In secondo luogo - aggiungono Busia e Basso - il meccanismo del numero richiamante «è previsto nel Regolamento europeo della Privacy che in Italia entrerà in vigore nel 2018». Addirittura è l’opzione proposta prioritariamente ai call center che possono scegliere se rendere identificabili le chiamate commerciali con un prefisso o adottando un numero richiamabile.

«Alla base di questa norma europea, quella del numero richiamate - specifica l’avvocato Busia - c’è la possibilità di consentire all’abbonato di esercitare il proprio diritto di opposizione o di recesso. L’abbonato può richiamare il call center e, appena sente l’offerta commerciale, può chiedere di non essere più disturbato, nel caso in cui non sia iscritto al Registro delle Opposizioni». Inoltre - aggiunge Basso - si tratta di un ulteriore «garanzia anti-truffa perché in ogni momento il cliente saprà chi lo ha cercato e perché. Non ci potranno più essere attivazione di contratti non richiesti».

NUMERO RICHIAMANTE GIÀ ATTIVABILE

Oltretutto - osserva Busia - l’attivazione del numero richiamante «è possibile già oggi, ma nessuno procede: dall’altra parte, infatti, ci devono essere persone a rispondere». Probabilmente i call center ce le metteranno. E così garantiranno posti di lavoro. C’è da chiedersi, però, perché tutta la polemica venga scatenata solo ora, alla vigilia del (possibile) voto alla Camera e del ritorno della legge al Senato per l’approvazione in via definitiva. Infatti, l’emendamento incriminato è stato approvato il 18 ottobre. E Il Tirreno lo ha illustrato, mettendo in evidenza anche gli aspetti meno positivi.

CHIAMATA A PAGAMENTO

Certo oggi si contesta pure che la chiamata di ritorno al call center è una beffa, oltre che un danno perché sarà a carico dell’abbonato. «Non è scontato. La regolamentazione della materia - conclude Basso - spetta all’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni (Agcom). E con un atto di indirizzo politico chiederemo che imponga le (ri)chiamate a carico dei call center». Come se fossero un numero verde. Servirà una norma specifica. Ma dopo che la riforma sarà stata approvata. Senza ulteriori ritardi.