La storica associazione Livornina resta senza sede

Livorno, Provinciali (Porto 2000): «Ma non la stiamo cacciando». De Simoni: «Dateci i locali sugli scali Finocchietti»

LIVORNO. È una della associazioni più conosciute della città. E non solo perché Livorno se lo porta nel nome. Tra poche settimane l’associazione culturale La Livornina, un’istituzione nel mondo della rievocazione storica, resterà senza una sede, insieme a tutti i suoi costumi d’epoca, quelli del corteo dei figuranti. Resterà senza una sede perché i locali della Porto di Livorno 2000, dove fino a oggi ha custodito costumi, spade e attrezzature, sarà destinata ad altre attività legate al porto. Da qui l’appello del presidente Claudio De Simoni: «Abbiamo ricevuto la telefonata tre giorni fa ed entro il 15 dicembre dovremmo portare via tutto. Per noi è un problema enorme. Ci rivolgiamo a chiunque sia in condizione di darci una mano, aiuterebbe la città...». «Ma nessuno – assicurano dalla società – ha intenzione di cacciarli, stiamo cercando una soluzione».

Andiamo per ordine. La prima a sollevare il problema, ieri, è stata un’altra associazione, Oltre per Livorno: «La Livornina che da anni accompagna le più belle e grandi rievocazioni storiche della città – hanno criticato i rappresentanti di Oltre in una nota – sarà cacciata. Volontari che si sono assunti l'onere e l'onore di rappresentare Livorno e la sua storia nel nome della massima onorificenza che il Comune assegna ai migliori, fra quindici giorni saranno buttati in mezzo a una strada con 280 abiti, 60 tra spade alabarde, elmi e corazze, scarpe, due cannoni, torri e cavalli per scacchi viventi...». Tutto questo, hanno scritto da Oltre, «a seguito delle scelte portate avanti di concerto fra la nuova gestione della Porto 2000 e l'Autorità portuale». E ancora: «I volontari hanno bisogno di uno spazio che possa accogliere i ricordi di 23 anni di vita della città». Una città che «dovrebbe rilanciare il turismo in porto...».

Ma perché La Livornina dovrà lasciare la sede attuale, che si trova alla calata Carrara, accanto alla Stazione marittina? «Siamo lì dal 2013, in questi anni ci siamo impegnati a fare l’accoglienza ai turisti delle grandi navi», spiega il presidente De Simoni, che ricorda che prima la sede era al Forte San Pietro, dove tra topi e lavori da fare era diventato necessario traslocare: «Gli spazi alla calata Carrara ci sono stati dati in locazione in comodato gratuito nel 2013 dalla Porto 2000. Il contratto è scaduto nel dicembre del 2016, in questo anno la società ha continuato ad ospitarci e tutte le volte che ci siamo fatti avanti ci è stato risposto che si stava aspettando il nuovo presidente e che si sarebbe regolarizzato, o no, con lui». «Tre giorni fa – spiega – è arrivato questo fulmine a ciel sereno: l’avvocato ci ha telefonato e ci ha comunicato che entro il 15 dicembre dovremo lasciare i locali, stiamo aspettando la lettera. Questo ci crea enormi difficoltà perché non abbiamo un locale alternativo. E perché un locale alternativo deve essere in condizione di ospitare i tantissimi materiali che abbiamo». «Eravamo ospiti e non voglio dare responsabilità a nessuno», sottolinea: «Ringraziamo la Porto 2000 per la collaborazione che ci ha sempre offerto, ma ora i tempi sono stretti e i problemi enormi». De Simoni fa così sapere che «abbiamo chiesto aiuto alla curia, la nostra collaborazione con il Palio dell’Antenna e Santa Giulia è costante. Poi abbiamo parlato con la segreteria del sindaco. Dicono tutti che si deve trovare una soluzione, noi una ce l’avremmo...».

La proposta del presidente è di «riunire Livornina, Palio marinaro e Maratona nei locali tra via del Porticciolo e gli scali Finocchietti (ex movimento per la pace): potrebbe essere l’occasione per fare una mostra permanente lungo la strada dei turisti».

Contattato ieri dal Tirreno, il presidente della Porto 2000, Massimo Provinciali, ha però chiarito il termine del 15 dicembre «non è perentorio» e che «nessuno vuole cacciare l’associazione». «La Livornina – ha risposto – ha un comodato d’uso di quei locali fino a febbraio e nel contratto era previsto che tre mesi prima si potesse dare la disdetta. Noi abbiamo dato la disdetta chiedendo la cortesia di liberarli entro dicembre, ma se non ce la fanno non li caccia nessuno. Ci stiamo dando da fare per cercare all’associazione un’alternativa tra i nostri spazi».

«Quei locali – ha fatto sapere – dovranno ospitare i fanalisti che fanno la manutenzione ai fari: il comando di La Spezia, dal quale dipendiamo, ci ha chiesto degli spazi idonei. Non c’è alcuna intenzione di cacciare la Livornina, abbiamo un ottimo rapporto, li abbiamo “scritturati” per tante iniziative. Ci siamo già attivati per trovare una soluzione alternativa».