La mozione Renzi spinge Bacci «Sono a disposizione»

di Juna Goti

Il sindaco di Colle e segretario Pd si fa avanti per la Camera «Bisogna rappresentare Livorno». Riunione in via Donnini

LIVORNO. Sono passate da poco le 18 quando Lorenzo Bacci fa un passo avanti e lo dice senza girarci tanto intorno: «Sì, sono a disposizione». Lo fa dopo che nella sede del Pd si è riunito un nutrito gruppo di renziani della città e della provincia per chiedere che tra i candidati al Parlamento alle elezioni del 4 marzo ci sia anche «una persona con radici piantate in questo territorio». Insomma, per chiedergli di farsi avanti.

Ecco così che quello scenario ipotizzato più volte negli ultimi anni nei corridoi della politica livornese prende forma: il trentasettenne sindaco di Collesalvetti e segretario territoriale del Pd dice “presente, io ci sono”. Movimentando i tasselli di un puzzle politico-elettorale che fino a oggi si è concentrato soprattutto su due nomi di punta: quelli dei parlamentari in carica Silvia Velo (la sottosegretaria all’ambiente della galassia orlandiana, che a Livorno mette insieme da Giorgio Kutufà a Jari De Filicaia e Federico Mirabelli) e Andrea Romano (il direttore di Democratica, il giornale online del Pd, che in città ha dalla sua un’altra area renziana, quella più vicina ad Alessio Ciampini).

Ieri pomeriggio nella sede Pd di via Donnini si sono riuniti i volti della vecchia mozione Renzi. Come la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini, l’assessore colligiano Riccardo Demi o il segretario livornese del partito, Federico Bellandi.

«A livello territoriale abbiamo più volte esternato la necessità di una rappresentanza concreta al livello nazionale e io, da questo punto di vista, sono a disposizione», è il commento di Bacci dopo la riunione. «Ma non è un’autocandidatura», mette subito le mani avanti: «C'è un gruppo importante che chiede che Livorno sia da me rappresentata in modo concreto». Con una premessa: «Rivendico la volontà di portare a termine il mio mandato da sindaco, un impegno che mi gratifica e che intendo onorare. La legge dice che sotto i 20mila abitanti un parlamentare può continuare a fare il sindaco, il mandato scadrebbe tra un anno e conto su una squadra di assessori rodata dal 2009, sarebbe assurdo interrompere ora». «Il livello nazionale e regionale – aggiunge – faranno le loro valutazioni, così come, per primo, il livello territoriale». Che ieri sera si è riunito con l'esecutivo e la prossima settimana lo farà con la direzione.

Demi ci mette il carico: «Questa è la candidatura naturale, per ragioni territoriali, politiche, per il percorso fatto in questi anni». Ma chissà cosa diranno ora le altre anime del partito livornese.

Una cosa Bacci si preoccupa di dirla: «Queste persone chiedono che si candidi una figura che abbia le radici piantate in questo territorio, e che abbia intenzione di continuare a tenercele una volta a Roma, a prescindere da me. In questo senso sono a disposizione e penso di poter essere utile al territorio, anche con l’esperienza maturata da amministratore. Che non significa escludere le altre ipotesi di candidatura: stiamo parlando di profili diversi, ci sono tante possibilità di comporre le liste...». «Teniamo presente tutti – conclude – che l’obiettivo è far vincere Livorno».