Nel borgo mediceo spicchio antico di città

di Francesca Suggi

«Non siamo solo quelli del caso Lonzi, scoprite i nostri tesori»

LIVORNO. Dal neolitico ad oggi. È una storia che scorre sotto i piedi, mentre cammini. Che si racconta sui muri di case e ponticelli. Che in parte è ancora nascosta da terra e vegetazione come la “prima casa” di 7mila anni fa a casa Querciolaia e l’acquedotto romano. E che purtroppo, come nel caso dei Bagnetti del Poccianti oggi cadenti, è una storia che si sgretola giorno dopo giorno. È uno dei borghi più antichi della città quello della Puzzolente, «l’ultima campagna alle porte di Livorno», come la definisce l’archeologo livornese Franco Sammartino. E tante cose di quel passato circondato da storiche fattorie, distese di campi, boschi e maneggi in parte dal sangue blu (di proprietà di conti romani), sono ancora lì a raccontare quello che è stato. E che non tutti conoscono. «Vedete, qui è stato costruito il primo acquedotto della città, tra il 1605 e il 1611: la nostra casa poggia su questa struttura», racconta Fabrizio Terreni.

DAI MEDICI AGLI ASBURGO. Terreni mostra la targa sul muro di casa. Un’abitazione lungo via del Limone che ha ancora resti di quel passato. Caffè Tirreno è anche questo. Il faccia a faccia tra abitanti e amanti del borgo alla Cantina Fonte Medicea è un’occasione per parlare di un’altra Puzzolente. Quella che chiede accorata di spostare l’azienda Lonzi e le sue attività legate ai rifiuti - oggetto d’inchiesta della Magistratura che ha portato all’arresto di sei persone - che niente hanno a che fare con un’oasi del genere. Quella della “grande bellezza” del parco delle Colline.

Via del Limone è una scoperta continua. Sopra la targa che ricorda il primo acquedotto c’è la prova che la mano della parte centrale dell’abitazione è stata costruita dall’architetto Giovanni Maria Del Fantasia nel 1720 - quello del Palazzo Comunale e dei Bottini dell’Olio, per capirci -. E ancora più in alto a sancire il prestigio e la storicità del borgo c’è lo stemma dei Medici.

«Guardate qua chi ha realizzato questo ponticello», aggiunge l’archeologo Sammartino. Un occhio, anche in questo caso alla targa: si legge Asburgo-Lorena 1775.

«La storia e i tesori di questo borgo non sono molto conosciuti purtroppo», aggiunge Gabriella Bocini.

NELLE VECCHIE FATTORIE. La storia della Puzzolente è fatta di fattori, mezzadria, colture. Uliveto, Limone sono i nomi che uniscono il passato e il presente. «Fino a lì è la fattoria di Uliveto, di qua fino alle Sorgenti è tutto azienda agricola Limone», indica Terreni. Per chi è nato e cresciuto tra quelle campagne è un gioco da ragazzi tracciare confini e sgorgare aneddoti. Come dice lo zio Angiolo Volandri: «Conosciamo a memoria ogni centimetro e ogni corso d’acqua». Su per via di Grecale c’è ancora quella che era la villa di campagna della famiglia Mimbelli. Oggi è divisa in appartamenti.

«Qui l’ammiraglio viveva con suo moglie Inesh Maccapiani che insegnò a mia madre l’arte del ricamo», continua terreni. Indissolubilmente la storia degli storici imprenditori Mimbelli si lega a quella della Puzzolente. La vasta fattoria del Limone oggi è di proprietà del conte Uberto Morozzo Della Rocca, al timone di tutta l’azienda agricola. Nella sua proprietà anche la fattoria didattica Limone nel Verde che attira bambini e scolaresche. Senza contare la presenza della Onlus Apodì, l’associazione di volontariato che da anni si occupa di ippoterapia e riabilitazione equestre, baby pony, volteggio, educazione cinofila in via di Tramontana. L’originaria fattoria Uliveto, oggi, è ristrutturata: ricorda quel che era, ma da 30 anni nessuno la abita.

UNA STORIA DA VALORIZZARE. Non va giù ai residenti che la storia del loro borgo sia poco valorizzata. Lanciano un appello alla Sovrintendenza affinché non lascino andare completamente in malora le terme del Poccianti - di proprietà del conte Morozzo. «È un bene della città, stanno crollando», dicono. Stessa cosa per l’acquedotto leopoldino e il suo sentiero pedonale fagocitato dalla vegetazione. «L’amministrazione potrebbe inserire tra i progetti uno per la valorizzazione dei tanti tesori del nostro borgo», chiudono.