Scoperta all’Attias la casa della droga arrestati due fratelli

di Federico Lazzotti

La finanza ha trovato un etto tra cocaina, eroina e hashish Secondo gli investigatori tra i clienti molti giovanissimi

LIVORNO. La casa-bazar della droga era nascosta tra piazza Attias e piazza Cavour. E secondo gli investigatori, i maggiori frequentatori erano giovanissimi livornesi che si presentavano all’appartamento per acquistare, a seconda di gusti ed esigenze, dosi di cocaina, eroina, hashish o marijuana.

A gestire lo spaccio e il via vai di clienti due fratelli Taieb Ben Slama, 48 anni, e Furat Ben Slama, 44, entrambi tunisini, arrestati dalla finanza mercoledì con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

A mettere gli investigatori del primo nucleo operativo delle fiamme gialle sulle tracce dei due stranieri, la cessione a un cliente di una dose di eroina da parte del fratello più grande.

«Addosso al quarantottenne – spiegano dal comando provinciale – sono state trovate ulteriori due dosi di droga, circa un grammo di cocaina, pronte per essere vendute ad altri clienti, oltre a due confezioni di mannitolo (sostanza solitamente utilizzata dagli spacciatori per “tagliare” la cocaina al fine di aumentarne il numero di dosi da confezionare ndr).

Il tunisino fermato, già conosciuto alle forze dell’ordine per attività legate allo spaccio di droga, ha provato ad evitare che venisse perquisito l’appartamento che condivideva con il fratello, dichiarando ai militari di abitare in un indirizzo diverso da quello reale.

Questo tentativo di sviare le indagini non è servito però ad evitare che i finanzieri effettuassero una perquisizione nell’appartamento a due passi da piazza Attias.

In casa dei due tunisini è stato così rinvenuto un vero e proprio bazar per lo smercio di sostanze stupefacenti nascosto in mezzo ai vestiti. In tutto è stato sequestrato quasi un etto di droga (principalmente cocaina ed eroina divisi in quattro involucri, oltre ad alcune dosi di marijuana e hashish), un bilancino di precisione, diversi dischetti di cellophane già pronti per il confezionamento in dosi ed altro materiale notoriamente utilizzato per lo stesso scopo.

Peraltro, la perquisizione ha consentito di sequestrare anche 750 euro in contanti che, anche per il taglio delle banconote (da 50 e 20 euro), per gli investigatori sarebbero il guadagno dello spaccio di droga.

I due sono stati quindi arrestati su disposizione del pubblico ministero di turno Daniele Rosa e trasferiti nel carcere delle Sughere. Il giudice ieri ha convalidato l’arresto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA