La ragazza minacciata dal cassiere: «Mi sono trovata l'arma puntata»

Livorno, la giovane racconta gli attimi di terrore vissuti all'interno del negozio scrive: "Non ci dava il resto e ci insultava"

LIVORNO. Il litigio tra il figlio del titolare di un negozio di via Marradi (che ha addirittura estratto una pistola giocattolo) e una cliente incinta che si è vista puntare l’arma alla testa ha suscitato tanta preoccupazione nella zona e un grande dibattito sui social. La notizia pubblicata dal Tirreno è stata infatti commentata da molti lettori e tra questi, nella tarda mattinata di domenica 11 febbraio, c’era anche la giovane incinta che è stata minacciata dal negoziante cinese. La donna ha voluto fornire la sua versione dei fatti, precisando anche alcuni dettagli che erano contenuti nell’articolo pubblicato sul giornale di domenica. Se in questa pagina si può leggere la versione del giovane commerciante, ecco invece come sono andati i fatti secondo la giovane livornese in stato di gravidanza che sabato pomeriggio era andato a fare spese all’AzStore.

Lite nel negozio: «Mi ha offeso, ecco perché ho tirato fuori la pistola»


«Sono la ragazza incinta di due mesi e mezzo a cui è stata fatta l'aggressione - scrive sulla pagina facebook del Tirreno Livorno (seguita da ben 41mila lettori) - e premetto che ero insieme a mia nonna, una donna di 65 anni. Noi non bazzichiamo mai via Marradi, ma sabato volevamo cambiare». Dunque la ragazza e la nonna sono entrate nel negozio gestito dal commerciante cinese. «Ho acquistato lenzuola, copriguanciali e poi dei nasini per stendere i panni, per una spesa di 20.90 - spiega - Abbiamo pagato con 50 euro e lui ci ha fatto lo scontrino ma non ci ha dato il resto: lui sosteneva di averci dato i 30 euro, noi abbiamo aperto il portafogli per fargli vedere che non era cosi, dicendogli in modo educato che siamo persone corrette che lavoriamo e non abbiamo bisogno do fregare la gente che fa il suo lavoro. Il caos è iniziato da li, prima ha usato un linguaggio verbale non corretto nei confronti di mia nonna, poi ha detto: "Italiane di merda siete razziste" , il che mi incinta ad andare contro di lui. Dal dietro il banco si sgancia il giacchetto e con aria superficiale mi sfida, mi punta una pistola addosso, una scacciacani, per me poteva essere benissimo vera come finta, non sono una delinquente ma una cameriera.. Io gli vado contro dopo che lui mi ha puntato la pistola, e gli do una pedata per difesa, lui mi spinge e per fortuna non mi è successo niente di grave».