Rifiuti, il porta a porta al via a San Jacopo e allo stadio

di Mauro Zucchelli

Livorno, neanche un mese fa l’allargamento ai quartieri di Ardenza e La Rosa. Ma frena il boom della raccolta differenziata 

LIVORNO. Neanche un mese fa l’allargamento ai quartieri di Ardenza e La Rosa (e alla zona di via Costanza al villaggio ex Iacp di Salviano), adesso l’Aamps mette in cantiere una nuova espansione dell’area territoriale dove vige la raccolta porta a porta dell’immondizia. La novità riguarda le famiglie che abitano nella zona di San Jacopo e in quella dello stadio. Da lunedì 26 febbraio  gli addetti alla fase preliminare saranno nelle strade delle due zone per iniziare a consegnare i bidoncini che ciascuna famiglia utilizzerà quando poi la raccolta porta a porta partirà operativamente anche a San Jacopo e attorno allo stadio.

Dal quartier generale dell’ex municipalizzata dell’igiene urbana si tiene a sottolineare che a tutti i cittadini sarà consegnato lo “starting kit”, cioè la dotazione iniziale: compresa una biopattumiera per l’organico e una prima fornitura gratis di 60 sacchetti biodegradabili sempre per l’organico (una volta terminati dovranno essere acquistati dai rifornitori autorizzati o si potranno riutilizzare i sacchetti della spesa in mater-b oppure in carta).

Nelle ultime settimane il Comune di Livorno ha molto insistito sulla svolta che il “porta a porta” ha dato alla raccolta differenziata. Già sei mesi fa si cantava vittoria per il superamento della soglia del 65% pressoché ovunque nelle zone in cui il servizio è attivo. Le percentuali fin da fine estate risultavano altissime, e questo ovviamente è importante, ma se le confrontiamo con le ultime appena sfornate dall’Aamps c’è anche qualche segno di arretramento: a Antignano Banditella eravamo all’81% e ora si va a malapena sopra il 78%; nella striscia di periferia che comprende via Firenze-via Enriques ma anche la zona di Porta a Terra e Padula ecco che l’80% sfiorato pochi mesi fa ora si riduce al 76% e spiccioli; a Coteto si raggiungeva il 71,7% e adesso non si va molto oltre il 67%; a Colline si era ottenuto il 68,4% e adesso siamo quasi due punti percentuali più giù, idem nella zona di Picchianti Vallin Buio (da 70,1% a 68,6%).

La raccolta porta a porta arriva in tutta la città 


Il resto? In Venezia si resta inchiodati al 68,1% sia ora che allora. Migliora un po’ invece la zona di Salviano-Cimarosa (dal 65,4% al 66,6%). Il boom lo troviamo semmai nella zona di Montenero: ora insieme al Castellaccio sfora la soglia del 76%, sei mesi fa si rimaneva al 71,5% nella parte bassa della frazione e non raggiungeva nemmeno il 70% nella parte alta del colle. Non solo: indicazioni positive sembrano emergere da quel che accade a Collinaia, Quercianella e Valle Benedetta (dove si vola al di sopra del 75%) e dalle periferie di Scopaia, Leccia e Magrignano (dove si va a un passo dal 72%).

Però l’azienda tiene a far sapere che nel 2017 le aree dov’è in funzione la raccolta porta a porta hanno visto salire al 71,5% la quota di differenziata (più 0,8% rispetto a dodici mesi prima). Sempre da fonti ufficiali arriva la segnalazione che complessivamente a livello cittadino la percentuale di differenziata è aumentata di due puntio percentuali nell’ultimo anno. Rimaniamo però pur sempre impantanati fra il 43% del 2016 e il 45% dello scorso anno. Basta far due conti per capire che, quando ormai sono 66mila i livornesi coinvolti nella raccolta differenziata porta a porta, nel resto della città dove la differenziata va avanti sì ma col metodo tradizionale – senza cioè il porta a porta – le percentuali si abbassano ben al di sotto di quanto sia accettabile. Non solo: è da verificare se non vi sia un “turismo dell’immondizia” con le percentuali alte dei quartieri del “porta a porta” gonfiate dal fatto che una certa qual parte dei cittadini prende il proprio sacchetto e lo va a buttare altrove, dove resistono ancora i cassonetti vecchio tipo.

Ma intanto l’Aamps mette in cartellone anche un progetto relativo ai cestini: i lettori avevano segnalato nelle scorse settimane che i normalissimi cestini getta-carte erano spariti. Adesso per martedì, è annunciata la presentazione della «riorganizzazione e ricollocazione dei cestini in tutto il territorio comunale»: dev’esser considerato un progetto di rilevanza anche politica, se è vero che oltre al direttore generale di Aamps Paola Petrone, ci sarà un bello spicchio di giunta municipale: il sindaco Filippo Nogarin e gli assessori Giuseppe Vece (ambiente) e Alessandro Aurigi (arredo urbano).