Pugni all’arbitro dopo l’espulsione: «Ho perso la testa»

di Gianni Tacchi

Giannini, ex Pielle, ha offeso e colpito il direttore di gara in un incontro di basket del torneo Uisp: «Sono mortificato»

LIVORNO. Dalle proteste per un fallo non fischiato alle offese, dalle offese all’espulsione, dall’espulsione a un’aggressione violenta sul parquet. Prima uno spintone, poi due pugni. Trenta, quaranta secondi di follia. «Ho perso la testa, sono mortificato», ripete oggi Tommaso Giannini, 49 anni, cestista di oltre due metri con un passato nella Tombolini Pallacanetro Livorno in serie A2 (stagione 1990/91) e campione del mondo nel 2015 con la Nazionale over 45.

Sabato scorso, con la maglia delle Scimmie Basket Livorno, squadra amatoriale che partecipa al campionato interprovinciale di serie A1 del circuito Uisp, ha insultato e aggredito l’arbitro Luca Turini, anche lui livornese. E per fortuna sono intervenuti subito i compagni di squadra di Giannini, che l’hanno bloccato e allontanato prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Il direttore di gara è riuscito comunque a tornare sul parquet, decidendo di non sospendere l’incontro e arbitrando fino alla fine in un clima surreale: il match, valido per la penultima giornata della regular season, si è chiuso con la sconfitta delle Scimmie, che erano in cerca di punti preziosi in chiave playoff e invece sono stati sorpresi in casa dalla Polisportiva Perla Santa Maria a Monte, già retrocessa (60-63 il risultato finale).

Il pivot livornese, assicuratore molto conosciuto in città, è stato immediatamente scaricato dalla sua squadra, che l’aveva tesserato poco più di un mese fa con l’obiettivo di conquistare la promozione, e nei suoi confronti arriverà anche una maxi-squalifica dal comitato territoriale di Pisa dell’Uisp, che organizza il campionato interprovinciale con formazioni pisane, livornesi e lucchesi. Il Tirreno ha provato a contattare anche la lega di basket per un commento, ma senza ricevere risposte dai dirigenti. «Giustamente la squadra ha interrotto il rapporto - dice Giannini - d’altronde ho sbagliato e non ci sono alibi o scusanti per quello che ho fatto. Ho perso il controllo per una stupidaggine: con i giocatori avversari non c’erano stati scontri o screzi particolari, la partita era tranquilla e la colpa è soltanto mia. Voglio però chiarire una cosa: a scatenare la mia reazione non è stato l’arbitraggio, ma una serie di problemi personali per i quali ero già nervoso. Ecco, mi sono sfogato in un modo vergognoso. È la prima volta che mi trovo al centro di un episodio del genere e non posso far altro che chiedere scusa a tutti».

«Io rompiscatole, a 45 anni sono sul tetto del mondo del basket»


Giannini ha aggredito il direttore di gara durante il terzo quarto del match, in seguito a un fallo a favore non fischiato. A quel punto, per le proteste, è scattato il fallo tecnico nei confronti del pivot, espulso dopo alcuni secondi per le offese allo stesso arbitro. «Gli ho detto “vaffanc...”, poi c’è stata l’espulsione e ho perso il controllo», ammette l’ex Pielle, che ha colpito Turini mentre stava notificando il “cartellino rosso” al tavolo dell’ufficiale di campo.

Fortunatamente il direttore di gara si è ripreso subito, ma l’aggressione sul parquet di via Pera ha segnato tutti. «Ho inviato subito una lettera di scuse ai vertici della lega di pallacanestro dell’Uisp - chiude Giannini - non ci sono parole per il mio comportamento, ho sbagliato e ora è giusto che paghi. Vorrei scusarmi anche con l’arbitro, ma non sono riuscito a trovare il suo numero di telefono e per il momento lo faccio pubblicamente attraverso il Tirreno, sperando di incontrarlo presto per chiarire tutto».