Coop in guerra contro Esselunga, presentato ricorso al Tar: ecco i motivi

di Mauro Zucchelli

Livorno, il documento firmato anche da Sigma, Simply e Risparmio Casa per annullare gli atti che consentono l'apertura del nuovo supermercato sul viale Petrarca. Nogarin: "Vogliono bloccare tutto"  

LIVORNO. «La Coop vuole bloccare Esselunga»: parola del sindaco Filippo Nogarin. Lo grida, com’è sua abitudine, dalla propria pagina Facebook per annunciare che in extremis Unicoop Tirreno ha presentato ricorso al Tar per sbarrare il passo allo sbarco di Esselunga all’ex Fiat. Detto più precisamente: per far annullare la delibera del consiglio comunale del 24 novembre scorso relativamente a quel che, con un titolo da film di Lina Wertmuller, viene indicato come il “piano di recupero di iniziativa privata con contestuale variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico dell’area ex Fiat in viale Petrarca”. Non solo quella: anche la delibera di giunta municipale e i verbali della conferenza di co-pianificazione che dal maggio di tre anni fa hanno portato fin lì.

VIDEO. Novembre 2017: il sindaco presenta il progetto

Livorno, il sindaco Nogarin presenta il progetto che dà l'ok allo sbarco di Esselunga



In realtà, a firmare il ricorso non è solo Unicoop Tirreno ma anche altri operatori come Db Di Batte srl, Gms srl, Rica Gest srl che appartengono alla galassia degli operatori di supermercati con marchi come “Sigma, Simply e Risparmio Casa”. Comunque tutte rappresentate dall’avvocato fiorentino Franco Arizzi. Non è un segreto che Nogarin abbia fatto dell’apertura di Esselunga un simbolo della svolta dopo settant’anni di egemonia di sinistra: l’aveva detto fin da prima di conquistare Palazzo Civico annunciando che avrebbe spianato la strada al colosso privato della grande distribuzione facendone il proprio cavallo di battaglia così come la lotta contro l’ospedale a Montenero.

Eppure l’ “ultimo chilometro” dell’iter a Palazzo Civico, prima dell’ok in consiglio comunale tre mesi e mezzo fa non era stato ad alto tasso di adrenalina: basti dire che, forse a sorpresa, contro il piano non erano state presentate controdeduzioni se non due aggiustamenti proposti l’una da Esselunga e l’altro dagli uffici municipali. E anche il voto in consiglio, seppur con una netta distinzione fra maggioranza e minoranza, aveva visto Forza Italia votare insieme ai Cinque Stelle (18 sì) mentre il resto dell’opposizione – Pd, Futuro, Buongiorno, Livorno libera, Livorno per tutti e Città diversa – si era messa nella trincea dei contrari (11 no), eccezion fatta per Giuseppe Grillotti (astenuto) e per tre consiglieri Pd (assenti).

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Nel mirino del ricorso – che però non chiede la sospensiva – è soprattutto un aspetto: prima che il Comune cambiasse nei mesi scorsi i propri strumenti urbanistici a suon di varianti, il Prg non prevedeva che lì venisse realizzato un supermercato di quelle dimensioni (ma semmai un gruppo di edifici per abitazione). Tradotto: su un terreno (circondato da case) di 18mila metri quadri viene previsto un edificio rettangolare di «almeno 8mila metri quadri» e «un’altezza massima di 12 metri fuori terra», cioè grossomodo quanto un palazzo di quattro piani. Un po’ più in dettaglio: 1) 4mila metri quadri destinati a superficie di vendita; 2) un certo qual arretramento del fabbricato principale rispetto a quello attuale fino a creare una striscia di verde profonda una trentina di metri lungo il viale Petrarca, un po’ pomposamente definiti “parco urbano”; 3) 700 posti auto su due piani nel sottosuolo sotto il supermercato.

Il ricorso, articolato su undici motivi va all’attacco sull’iter seguito da Palazzo Civico. Dito puntato, ad esempio, contro: 1) la mancanza di prescrizioni relative al dimensionamento; 2) il mancato coinvolgimento dei Comuni vicini; 3) la proprietà e l’utilizzabilità delle opere di urbanizzazione; 4) l’inadeguatezza degli spazi di parcheggio per rispettare gli standard richiesti; 5) l’insufficiente spazio lasciato alla permabilità del terreno; 6) l’inadeguato raccordo fra parcheggio e viabilità intorno, e via elencando.

Alla fine del decennio scorso Esselunga e Coop avevano duellato a suon di codice e comma-ter fino al Cosniglio di Stato, dopo che la giunta Pd aveva nuovamente sbarrato il passo allo sbarco in città all’ex Fiat. Ma in quel caso era stata Esselunga a andare per avvocati. Ora il sindaco M5s da Palazzo Civico dice la sua verità: «Puntano a bloccare l’operazione Esselunga». Insomma, fuoco di sbarramento a suon di carte bollate perché intanto il tempo passi e arrivi la scadenza della legislatura...

«Per prima cosa – dice Nogarin – voglio sottolineare che sono certo che gli uffici del Comune abbiano lavorato al meglio, nel pieno rispetto delle norma nazionali e regionali. Tanto è vero che questa variante è stata approvata dalla stessa Regione Toscana». Il sindaco rileva che ovviamente «ciascuno ha il diritto e il dovere di tutelare i suoi affari», ma ci tiene a mettere nel menù «una semplice riflessione». Eccola: «Come mai nessuno dei soggetti ricorrenti ha pensato di presentare alcuna osservazione al Piano di riqualificazione dell’area ex Fiat, prima che terminasse il percorso a fine novembre 2017, con il voto definitivo in Consiglio comunale? Perché hanno preferito le vie legali? E come mai nessuno si è mai mosso quando sono stati aperti altri centri commerciali ben più grandi?». Per Nogarin si tratta di «domande legittime, al massimo un po’ retoriche».