Aamps, ok al bilancio «Utile di 8,8 milioni è la nuova stagione»

Il sindaco su Fb: «Merito della gestione finalmente oculata. Accantoniamo anche i soldi per chiudere l’inceneritore»

LIVORNO. L’assemblea dei soci di Aamps, l’azienda tutta del Comune che ha scelto la strada del concordato, ieri ha approvato il bilancio 2017. E lo fatto registrando un utile di 8,8 milioni di euro, come ha riferito il sindaco su Facebook appena uscito dalla riunione convocata a Palazzo Civico con i vertici aziendali.

Via social Filippo Nogarin esulta. E lo fa con un post dal titolo: “Aamps, la nuova stagione è cominciata”. «Abbiamo appena approvato il bilancio 2017 – scrive – e i numeri non lasciano spazio a dubbi. Lo scorso anno l’azienda ha chiuso con un utile di 8,8 milioni di euro e questo ha permesso al patrimonio netto di Aamps di tornare sopra i 10,9 milioni». «Merito – secondo Nogarin – di una gestione manageriale finalmente oculata e puntuale che, è bene non dimenticarlo, è stata portata avanti da un consiglio di amministrazione composto da tre membri pagati tra le 700 e le 1500 euro al mese». Da aggiungere però che nel frattempo, all’interno del cda, ci sono stati anche scatti di carriera, con la nomina del direttore generale. Nogarin continua parlando di «professionisti di primissimo livello che con il bilancio 2017 non solo sono stati capaci di ridurre l’indebitamento di 4,4 milioni di euro, ma soprattutto di porre le basi per il pagamento della prima tranche di 13 milioni di euro erogata lo scorso marzo ai creditori della procedura di concordato».

Alle critiche arrivate sulla procedura seguita e sulle politiche del personale il sindaco risponde così: «Diranno i maligni: avrete fatto economia sulla pelle dei lavoratori. Nemmeno per idea. La spesa per il personale è cresciuta lo scorso anno di 273mila euro, superando quota 14 milioni di euro, il numero di operai in servizio all’azienda è cresciuto, mentre si sono ridotti i quadri».

E torna a parlare anche di quella che un anno fa ha ribattezzato “operazione pratino”: l’accantonamento di soldi per arrivare a spegnere l’inceneritore, che comunque dovrà continuare a bruciare rifiuti almeno fino al 2021 (quindi due anni dopo la scadenza del mandato, quindi nel mezzo ci sono le elezioni) perché così è previsto dal piano di concordato che Aamps ha presentato al tribunale. «Anche nel 2017, come abbiamo fatto nel 2016 – scrive Nogarin – abbiamo accantonato 938mila euro per la famosa “operazione pratino”. E cioè per spegnere l’inceneritore, smantellarlo e ripristinare l’area del Picchianti».

La stoccata finale, nei giorni delle consultazioni M5S-Lega, è per Silvio Berlusconi: «Non male per degli incompetenti che, secondo qualcuno, sarebbero idonei solo a pulire i bagni delle sue televisioni private. E, lasciatemelo dire – sembra volersi togliere un sassolino dalla scarpa –, sembrano passati decenni da quando l’ex revisore dei conti di Aamps, Francesco Carpano, tuonava: “L’azienda è già nella bara”. Era il 21 gennaio 2016».