Nel rione del commercio «Il nostro punto di forza»

di Francesca Suggi e Juna Goti

Dai formaggi alle torte vendute in tutto il mondo ad attività storiche «I clienti arrivano da ogni parte della città: con gli stalli blu c’è più ricambio» 

LIVORNO. Quei cesti natalizi con parmigiano, Emmental, Auricchio piccante sono arrivati per anni direttamente da Vad formaggi alla Casa Bianca. Da piazza Damiano Chiesa allo staff presidenziale di Washington Dc, come racconta il titolare Michele Simonini. E pure Paolo Brosio ha messo gli occhi su Colline e ha scelto i dolci di Cristiani per garantire il meglio a Pieraccioni, Panariello, Conti e ai suoi ospiti vip nella tre giorni di beneficenza che farà tappa a Livorno a fine maggio.Queste sono solo alcune delle storie da incorniciare di quel quartiere tra la stazione e l’ospedale che, nonostante la crisi, è una delle vetrine commerciali più attive, storiche e di eccellenza in città. Lo hanno raccontato in tanti, tra commercianti e residenti, ai giornalisti del Caffè Tirreno, organizzato ieri davanti a Vad formaggi, nel cuore di Colline. «Il primo maggio abbiamo festeggiato i nostri 57 anni di attività: siamo alla quarta generazione di questa pasticceria fondata da Rolando e Antonio Cristiani, oggi sono subentrati anche i miei figli», racconta Federica che insieme a Sergio Cristiani porta avanti la pasticceria.

VETRINE E STALLI BLU. A Colline Cristiani è un’istituzione. Un’eccellenza così come altre attività che esistono da generazioni che si concentrano in quello che è un centro commerciale naturale a cielo aperto che si snoda lungo via di Salviano e piazza Damiano Chiesa. Un percorso di vetrine e stalli blu che oggi sembrano piacere ai negozianti («il parcheggio a pagamento garantisce un continuo ricambio», dice Silvia Cecchetti dell’omonimo negozio di calzature). Ma che non sono visti di buon occhio dagli abitanti come ripete, tra i tanti, Tommaso Spinosa: «Per posteggiare e andare a casa, senza pagare il parcheggio, facciamo anche due o tre giri del quartiere alla ricerca di un posto». In molti si trovano invece d’accordo sulla bocciatura della pista ciclabile a senso unico «che toglie spazio alla carreggiata ed è un pericolo per la sicurezza stradale», sottolinea Massimo Lunghi della storica oreficeria, in via di Salviano dal 1957. Sempre sugli stalli blu dice la sua Simonetta Lupetti, al timone della Bottega di Adò, un’originale “lesseria” (fa gastronomia, vende pane): «Questa è una zona commercialmente molto viva, con 30 centesimi puoi stare mezz’ora e il tempo per gli acquisti c’è: l’unica cosa è che servirebbe una macchinetta dove fare il biglietto anche a metà di via di Salviano».

GLI INVESTIMENTI GIOVANI. Che «servirebbe un altro parcometro all’inizio di via di Salviano», insieme a «più parcheggi per i motorini», lo dice anche Christian Catania, il trentacinquenne parrucchiere di piazza Damiano Chiesa. Ha aperto il suo “Shine & Chic” cinque anni fa ed è diventato un punto di riferimento: «Mi piaceva questa piazza, questa zona, all’inizio eravamo in tre, ora a lavorare nel negozio siamo in sei!».

GLI “STORICI”. I giovani accanto agli storici. Come racconta Sandra Santini di Vad, il paradiso dei formaggi esiste dal 1963. «Siamo una bella vetrina commerciale: con questo sistema della sosta i clienti vanno e vengono e siamo contenti». «Da noi – riprende Cecchetti – convivono attività storiche come la nostra, qui dal 1954, tre generazioni, e nuovi negozi che portano anche un ricambio della clientela. La maggior parte dei miei clienti viene qui da altri quartieri». Anche in questa zona c’è qualche saracinesca abbassata, ma che c’è un bel passaggio di clienti, anche da fuori rione, lo conferma Stefania Bollati, dello Chalet dei Fiori: «Anche noi siamo qui da 33 anni, alla terza generazione».

«FAR VIVERE DI PIU’ LA PIAZZA». Sempre Lupetti parla di valorizzazione del rione, delle attività commerciali. «Tutti insieme dobbiamo fare qualcosa per abbellirlo, visto che è un quartiere vivo. Anche organizzando più eventi e iniziative».

Di eventi parla Marco Dell’Omodarme, titolare di due dei “Punto” (Panino e Ponce): «Commercialmente parlando ho sempre creduto e credo in questa zona. Se solo ci lasciassero gestire la piazza, organizzare più eventi, sarebbe il top». Qualche metro più avanti, in via di Salviano, il Country Pub di Silvana Mascia e Diego Pitzus, con le sue pizze giganti in stile country. «Anche di sera – dice Pitzus – non ho riscontrato problemi di sicurezza: questo è un quartiere dove c’è ancora spirito di solidarietà» .

Una critica al Comune arriva da Daniele Capecchi di Confcommercio, perché «in vista dell’arrivo di Esselunga non sono ancora arrivate risposte su compensazioni come l’abbassamento della Tari per i negozianti» e «qui c’è anche un problema di traffico, perché la strada è diventata un imbuto».