Aamps: porta a porta in centro da ottobre

di Matteo Scardigli

Petrone: «A giugno il via nelle zone Ferrigni, Zola e Stazione». Firmata l’intesa tra Comune e Conai per un servizio su misura

LIVORNO. I 37mila residenti del centro danno il via al conto alla rovescia per il porta a porta, che secondo le ultime stime dovrebbe partire in autunno coinvolgendo altre 12mila utenze. Comune e Aamps non possono sbagliare e cercano l’esperienza di Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per trovare il modello di raccolta su misura per la zona più delicato di Livorno. «Vogliamo partire fin da subito con il modello definitivo», precisa la direttrice generale dell’Aamps Paola Petrone, al tavolo con il sindaco Filippo Nogarin e il presidente del consorzio Giorgio Quagliuolo per la firma di un protocollo d’intesa finalizzato a migliorare i livelli di qualità e quantità della differenziata su tutto il territorio comunale. Ed è proprio Petrone a indicare le prossime tappe del percorso di estensione del porta a porta: «A giugno il lotto Zola, Ferrigni e Stazione, a settembre la parte nord della città e a ottobre probabilmente il centro storico».

L’obiettivo dell’amministrazione rimane la copertura totale da raggiungere entro fine anno, il completamento di un mosaico che oggi copre il 60% della città. «La spazzatura diventa un prodotto se il servizio funziona bene - ribadisce Nogarin - e quando l’azienda sarà risanata avremo un ulteriore abbattimento della Tari. Raggiunto il 100% faremo il punto della situazione, e a quel punto potremo pensare agli aggiustamenti del caso». Un’unità d’intenti, quella fra Comune e Aamps, che piace a Quagliuolo, secondo il quale «Livorno ha le potenzialità per eguagliare i risultati delle migliori città occidentali». L’assessore all’ambiente Giuseppe Vece aggiunge: «Ci muoviamo nella direzione stabilita dalla Regione, che eroga finanziamenti solo per il porta a porta». Le linee guida dunque sono tracciate, e per il presidente c’è un solo errore da non fare: «Non si devono lasciare in giro i cassonetti, bisogna evitare il “turismo del sacchetto”».

In conclusione Nogarin approfitta per tornare all’attacco sullo spegnimento dell’inceneritore: «La battaglia per liberarci dal suo abbraccio mortale resta uno dei nostri traguardi più importanti, com’è scritto nero su bianco nel piano di concordato». Al posto dell’impianto, il sindaco vorrebbe ancora le strutture per il trattamento a freddo, ma c’è una novità: «La scadenza dell’operazione pratino è ancora fissata al 31 dicembre del 2022 (in realtà aveva sempre parlato del 2021, ndc), anche se potrei avere qualche asso nella manica».